Che cosa è successo al paziente?
Nel 2009, all'età di 82 anni, il paziente ha avuto un problema cardiaco chiamato sindrome coronarica acuta senza sovraslivellamento del tratto ST (NSTEMI). È stato curato con un intervento chiamato angioplastica e posizionamento di uno stent in un'arteria del cuore. Dopo questo, il cuore funzionava bene.
A 89 anni ha avuto un secondo episodio simile e ha iniziato una terapia con due farmaci antiaggreganti, cioè medicine che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue.
Durante questo secondo episodio è comparsa la fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco che aumenta il rischio di ictus. Inizialmente non è stata data una terapia anticoagulante, ma solo la doppia antiaggregazione.
Inizio della terapia anticoagulante
Nel gennaio 2019, a 97 anni, considerando il tempo passato dall'ultimo problema cardiaco e la persistenza della fibrillazione atriale, si è deciso di sospendere la doppia antiaggregazione e iniziare una terapia anticoagulante con dabigatran a dose ridotta (110 mg ogni 12 ore).
Il paziente aveva buone condizioni generali, anche se con un leggero calo delle capacità cognitive e camminava aiutandosi con un deambulatore. Gli esami del sangue mostravano valori nella norma per emoglobina, piastrine e funzione renale.
Eventi durante la terapia
Dopo circa 6 mesi, il paziente ha avuto una caduta con un trauma alla testa, ma la tomografia non ha mostrato sanguinamenti interni. La terapia con dabigatran è stata continuata senza problemi.
All'ultima visita, a 99 anni e dopo 30 mesi di trattamento, il paziente era stabile e senza complicazioni.
Considerazioni sull’anticoagulazione negli anziani
- L’età avanzata aumenta il rischio di sanguinamenti, ma anche il rischio di eventi tromboembolici (come l’ictus) aumenta ancora di più.
- Per questo, è importante valutare il beneficio clinico netto, cioè il bilancio tra i vantaggi di prevenire ictus e i rischi di sanguinamento.
- Studi mostrano che il beneficio dell’anticoagulazione cresce proprio nelle persone molto anziane.
- Il numero di persone molto anziane è in aumento, quindi è sempre più frequente la necessità di decidere se iniziare questo tipo di terapia.
- Dabigatran, alla dose ridotta di 110 mg due volte al giorno, è efficace nel prevenire l’ictus e riduce il rischio di sanguinamenti cerebrali rispetto al warfarin, un anticoagulante tradizionale.
In conclusione
Non esiste un’età limite precisa per iniziare la terapia anticoagulante in presenza di fibrillazione atriale. La decisione deve basarsi su una valutazione attenta dei rischi e dei benefici per ogni persona. Anche nei pazienti molto anziani, un trattamento adeguato può essere sicuro ed efficace nel prevenire eventi gravi come l’ictus.