Che cos'è la Sindrome Coronarica Acuta (SCA)
La SCA è una manifestazione improvvisa di una malattia cronica che colpisce le arterie del cuore. Questa malattia è causata da diversi fattori che danneggiano i vasi sanguigni e può presentarsi in modi diversi, come infarto o altre complicazioni vascolari.
Miglioramenti nei trattamenti acuti
Negli ultimi anni, grazie a tecniche avanzate e farmaci migliori, la mortalità entro 30 giorni dall'evento acuto è diminuita, passando dal 9,15% nel 2012 al 7,3% nel 2019. Questo significa che più persone sopravvivono alla fase iniziale della malattia.
Il rischio a medio e lungo termine
Nonostante i progressi, il rischio di avere nuovi eventi cardiaci o di morire per problemi cardiovascolari dopo un anno dall'evento iniziale non è diminuito in modo significativo. Dopo 4-5 anni, circa il 18-20% delle persone con questa malattia muore per cause cardiovascolari.
Fattori che aumentano il rischio persistente
Alcuni fattori rendono più probabile il verificarsi di nuovi problemi cardiaci:
- Età avanzata
- Presenza di malattia coronarica in più arterie
- Diabete
- Problemi ai reni
- Insufficienza cardiaca
- Fibrillazione atriale (un tipo di aritmia)
- Stile di vita non sano, come fumo, poca attività fisica e sovrappeso
Questi fattori aumentano il rischio di nuovi eventi come infarto, ictus o morte cardiovascolare entro tre anni.
Il rischio evitabile e l'importanza dello stile di vita
Questo rischio non è inevitabile. Si può ridurre con un'attenta valutazione medica e un controllo efficace dei fattori di rischio. Cambiare stile di vita è fondamentale, ad esempio:
- Smettere di fumare
- Seguire una dieta equilibrata
- Fare attività fisica regolare e moderata
Nuove terapie farmacologiche
Negli ultimi anni sono stati introdotti farmaci più potenti per abbassare il colesterolo, come gli inibitori del PCSK9, che si aggiungono alle statine e ad altri farmaci. Questi aiutano a raggiungere obiettivi più ambiziosi per la prevenzione.
Per quanto riguarda la prevenzione dei coaguli, dopo la fase acuta, il rischio cambia nel tempo. All'inizio, le piastrine del sangue sono molto attive e si usano farmaci antiaggreganti piastrinici (come l'aspirina più un altro farmaco). Dopo circa un anno, il rischio principale deriva da un altro processo chiamato ipercoagulabilità, legato a una sostanza chiamata trombina.
Strategie di trattamento anticoagulante
Studi recenti hanno mostrato che associare un anticoagulante a basso dosaggio (come il rivaroxaban) all'aspirina può ridurre significativamente il rischio di nuovi eventi cardiaci e la mortalità, rispetto all'uso dell'aspirina da sola. Questa combinazione è particolarmente indicata per pazienti con alto o medio rischio e senza un elevato rischio di sanguinamento.
Linee guida e raccomandazioni
Le linee guida europee consigliano di personalizzare la terapia in base al rischio del paziente:
- Nei primi 12 mesi dopo un evento acuto, si usa la doppia terapia antiaggregante (aspirina più un altro farmaco antiaggregante).
- Dopo 12 mesi, si può passare a una terapia che combina aspirina e anticoagulante a basso dosaggio (strategia chiamata Dual Pathway Inhibition).
- In pazienti con malattia coronarica cronica ad alto rischio, questa combinazione può essere particolarmente utile.
In conclusione
La Sindrome Coronarica Acuta è una malattia complessa che richiede un approccio completo. Anche se i trattamenti acuti sono migliorati, il rischio di nuovi problemi rimane alto nel tempo. Fortunatamente, questo rischio è in gran parte evitabile attraverso una buona gestione medica, l'adozione di uno stile di vita sano e l'uso di terapie farmacologiche adeguate e personalizzate. Solo affrontando la malattia su più fronti potremo ridurre il numero di vittime e migliorare la qualità della vita delle persone colpite.