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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/12/2021 Lettura: ~3 min

Il paziente diabetico in trattamento con anticoagulanti orali diretti (DOAC)

Fonte
Maurizio Anselmi, Direttore UOC Cardiologia, Ospedale Fracastoro di San Bonifacio (VR), Azienda ULSS9 “Scaligera”

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Maurizio Anselmi Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1268 Sezione: 78

Introduzione

Il diabete e la fibrillazione atriale spesso si presentano insieme, soprattutto nelle persone anziane. Questo aumenta il rischio di problemi cardiaci e richiede un'attenzione particolare nella scelta del trattamento anticoagulante. Qui spieghiamo in modo semplice come questi due problemi si influenzano e come i farmaci anticoagulanti diretti (DOAC) possono essere una scelta importante per i pazienti diabetici.

Relazione tra diabete e fibrillazione atriale

Il diabete mellito e la fibrillazione atriale sono due condizioni che spesso si trovano insieme. Questo succede soprattutto perché entrambe diventano più comuni con l'età avanzata. Inoltre, condividono alcuni fattori di rischio come l'ipertensione (pressione alta), la dislipidemia (alterazioni dei grassi nel sangue), l'aterosclerosi (indurimento delle arterie) e l'obesità.

Queste due malattie hanno anche meccanismi simili che le collegano, come:

  • insulino-resistenza (quando il corpo non usa bene l'insulina);
  • infiammazione cronica (una risposta prolungata del corpo che può danneggiare i tessuti);
  • neuropatia autonomica (danni ai nervi che controllano funzioni automatiche come il battito cardiaco);
  • modifiche del muscolo del cuore nell'atrio, la parte superiore del cuore.

Gli studi mostrano che chi ha il diabete ha un rischio del 30-40% più alto di sviluppare fibrillazione atriale rispetto alla popolazione generale. Questo rischio dipende dal tipo di diabete, da quanto tempo si ha e da quanto è ben controllato il metabolismo.

Inoltre, se una persona con fibrillazione atriale ha anche il diabete, il rischio di eventi gravi come ictus o problemi cardiaci è più alto rispetto a chi ha solo il diabete senza fibrillazione.

Importanza della terapia anticoagulante

Per valutare il rischio di formazione di coaguli nel sangue (che possono causare ictus), si usa un punteggio chiamato CHA2DS2-VASc. In questo punteggio, il diabete conta come un punto. Le linee guida europee raccomandano la terapia anticoagulante quando questo punteggio è:

  • ≥ 2 negli uomini;
  • ≥ 3 nelle donne.

Tuttavia, molti esperti suggeriscono di iniziare la terapia anche con punteggi più bassi se il motivo del punteggio è il diabete, soprattutto se il rischio di sanguinamento è basso.

La terapia anticoagulante orale (TAO) è quindi indicata in molti pazienti diabetici con fibrillazione atriale. Gli esperti concordano che in questi casi è preferibile usare i DOAC (anticoagulanti orali diretti) invece dei farmaci più vecchi come gli inibitori della vitamina K (AVK).

Vantaggi dei DOAC nei pazienti diabetici

Uno studio importante (ROCKET-AF) ha mostrato che i benefici di un DOAC chiamato rivaroxaban rispetto agli AVK sono ancora più evidenti nei pazienti diabetici. Un altro studio su oltre un milione di pazienti ha evidenziato che l'uso di rivaroxaban rispetto al warfarin (un AVK) è associato a:

  • una riduzione del 10% della mortalità cardiovascolare;
  • meno ricoveri per sanguinamenti.

Attenzione alla funzione renale

Nei pazienti diabetici è molto comune anche una riduzione della funzione renale, cioè i reni lavorano meno bene, specialmente con l'età o in condizioni di fragilità. Questo è importante perché alcuni anticoagulanti possono influenzare la salute dei reni.

Uno studio recente chiamato ANTENNA, condotto in Inghilterra su oltre 11.000 pazienti con fibrillazione atriale, ha osservato che la funzione renale tende a peggiorare nel tempo, cosa normale con l'invecchiamento e la presenza di altre malattie. Tuttavia, il declino della funzione renale è stato significativamente minore nei pazienti trattati con rivaroxaban rispetto a quelli trattati con AVK.

Questo suggerisce che i DOAC, e in particolare rivaroxaban, possono essere più sicuri per i reni rispetto agli anticoagulanti tradizionali, soprattutto nei pazienti diabetici o con funzione renale moderatamente ridotta.

È importante adattare la dose del farmaco in base alla funzione renale, utilizzando metodi come la formula di Cockcroft-Gault, come raccomandato dalle linee guida.

In conclusione

Il diabete e la fibrillazione atriale spesso si presentano insieme e aumentano il rischio di problemi cardiaci e ictus. La terapia anticoagulante orale è molto importante in questi pazienti e i DOAC rappresentano una scelta preferibile rispetto ai farmaci tradizionali, soprattutto per la loro migliore sicurezza e minore impatto sulla funzione renale. È fondamentale valutare attentamente la funzione dei reni e personalizzare la terapia per garantire la massima efficacia e sicurezza nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Maurizio Anselmi

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