Che cos'è la sindrome coronarica cronica?
La sindrome coronarica cronica (SCC) riguarda persone che hanno avuto un problema al cuore, come un infarto, e che continuano a vivere con questa condizione nel tempo. Anche se possono non avere sintomi evidenti, il rischio di eventi cardiaci rimane presente.
Come valutare il rischio nei pazienti con SCC?
Secondo le Linee Guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) del 2019, i pazienti con SCC, sia che abbiano sintomi o meno, devono essere controllati regolarmente per capire il livello di rischio che hanno di sviluppare nuovi problemi cardiaci.
Gli esami consigliati includono:
- Elettrocardiogramma (ECG) a 12 derivazioni: serve a controllare il ritmo e la frequenza del cuore, a individuare segni di danni passati o silenti al muscolo cardiaco e a rilevare eventuali anomalie elettriche.
- Esami di laboratorio: controlli del colesterolo, della funzione renale, del sangue e altri parametri importanti, da ripetere ogni 2 anni.
- Ecocardiogramma Color Doppler: un'ecografia del cuore che valuta la funzione delle sue camere e delle valvole, utile anche in pazienti senza sintomi, da fare ogni 3-5 anni.
- Ecocolordoppler delle carotidi: un esame semplice che valuta le arterie del collo per vedere se ci sono restringimenti o accumuli di grasso che aumentano il rischio di problemi cardiovascolari.
Classificazione del rischio
Le Linee Guida ESC distinguono il rischio in base a diverse condizioni:
- Alto rischio: pazienti con malattia coronarica che interessa più vasi sanguigni e almeno una delle seguenti condizioni: diabete, infarto ripetuto, malattia delle arterie periferiche, insufficienza renale moderata.
- Rischio medio: pazienti con uno solo dei fattori sopra elencati.
Obiettivi del trattamento: il colesterolo
Per i pazienti ad alto rischio, le Linee Guida indicano come obiettivo un valore di colesterolo LDL (quello "cattivo") inferiore a 55 mg/dl. Raggiungere questo valore aiuta a ridurre il rischio di nuovi eventi cardiaci.
Terapia antitrombotica
Per ridurre il rischio di formazione di coaguli nel sangue, i pazienti con alto rischio possono avere bisogno di una terapia con due farmaci che agiscono sul sangue. Nel caso descritto, si suggerisce l'associazione di aspirina (ASA) a basso dosaggio con rivaroxaban a basso dosaggio, basandosi su studi scientifici recenti.
Importanza di una valutazione completa
Per gestire al meglio la sindrome coronarica cronica è fondamentale utilizzare tutte le informazioni disponibili, come la storia clinica, l'esame fisico, gli esami strumentali e di laboratorio. Solo così si può personalizzare la cura e migliorare la prevenzione di eventi futuri.
In conclusione
La sindrome coronarica cronica richiede controlli regolari e una valutazione attenta del rischio cardiovascolare. Esami semplici come l'ECG, l'ecocardiogramma e l'ecocolordoppler delle carotidi, insieme agli esami del sangue, aiutano a capire il rischio attuale. In base a questo, si stabiliscono obiettivi precisi per il colesterolo e si definisce la terapia più adatta per prevenire nuovi problemi cardiaci. Una gestione integrata e personalizzata è la chiave per vivere meglio con questa condizione.