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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/01/2022 Lettura: ~3 min

Quando fare la coronarografia dopo un arresto cardiaco fuori dall’ospedale senza segni evidenti all’ECG

Fonte
Studio pubblicato su NEJM da Desch et al., DOI: 10.1056/NEJMoa2101909

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'arresto cardiaco che avviene fuori dall'ospedale è una situazione molto seria e spesso difficile da superare. In alcuni casi, questo evento è causato da problemi alle arterie del cuore. Questo testo spiega in modo chiaro quando è utile fare un esame chiamato coronarografia subito dopo l'arresto cardiaco, soprattutto se l'elettrocardiogramma (ECG) non mostra segni evidenti di danno al cuore.

Che cosa significa arresto cardiaco extraospedaliero e coronarografia

L'arresto cardiaco extraospedaliero è quando il cuore smette di battere improvvisamente e la persona si trova fuori dall'ospedale. La coronarografia è un esame che permette di vedere le arterie del cuore per capire se ci sono blocchi o problemi che possono aver causato l'arresto.

Perché è importante il tracciato ECG dopo la rianimazione

Dopo aver rianimato una persona che ha avuto un arresto cardiaco, si fa un elettrocardiogramma (ECG) per cercare segni di danno al cuore. Un segno importante è il sopraslivellamento del tratto ST, che indica spesso un problema acuto alle arterie del cuore.

Se questo segno è presente, è più probabile che l'arresto sia stato causato da un blocco nelle arterie, e quindi la coronarografia è molto utile per intervenire subito.

Cosa succede se non c’è il sopraslivellamento del tratto ST

Quando l’ECG non mostra questo segno, le cause dell’arresto cardiaco possono essere molte e diverse, non solo problemi alle arterie. In questi casi, fare la coronarografia subito può non essere sempre vantaggioso e può anche comportare rischi o ritardi nel trovare altre cause da trattare.

Lo studio TOMAHAWK: cosa ha mostrato

Uno studio importante chiamato TOMAHAWK ha confrontato due modi di agire in pazienti con arresto cardiaco fuori dall’ospedale e senza sopraslivellamento del tratto ST:

  • Angiografia coronarica immediata: esame fatto presto, in media entro 3 ore.
  • Angiografia ritardata o selettiva: esame fatto più tardi o solo se necessario, in media dopo quasi 47 ore.

Lo studio ha coinvolto 554 pazienti rianimati con successo e ha valutato la mortalità a 30 giorni come risultato principale.

Risultati principali

  • Non c’è stata una differenza significativa nella sopravvivenza tra chi ha fatto l’angiografia subito e chi l’ha fatta dopo o solo se necessario.
  • Il gruppo con angiografia immediata ha avuto un numero leggermente maggiore di decessi e di problemi neurologici gravi, ma senza differenze importanti nei danni al cuore o in altri effetti collaterali.

Che cosa significa tutto questo

Questi risultati suggeriscono che, nei pazienti senza segni chiari di danno al cuore all’ECG dopo un arresto cardiaco, fare la coronarografia subito non porta un beneficio chiaro rispetto a farla più tardi o solo se serve.

In conclusione

In sintesi, per chi ha avuto un arresto cardiaco fuori dall’ospedale e non mostra segni evidenti di danno al cuore all’ECG, la scelta di fare la coronarografia subito o più tardi non sembra influenzare la sopravvivenza a breve termine. È importante valutare ogni caso con attenzione per decidere il momento migliore per questo esame.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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