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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/01/2022 Lettura: ~3 min

L'impatto del trapianto di cuore da donatore adulto dopo morte cardiocircolatoria

Fonte
Madan et al, DOI: 10.1016/j.jacc.2021.10.042

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il trapianto di cuore è una procedura salvavita che dipende dalla disponibilità di donatori. Recentemente, è stato studiato l'uso di cuori provenienti da donatori che sono deceduti per arresto cardiaco, una situazione diversa dalla donazione tradizionale dopo la morte cerebrale. Questo testo spiega in modo chiaro e semplice cosa significa questa nuova possibilità e quali risultati si sono ottenuti finora.

Che cosa significa donazione dopo morte cerebrale e morte cardiocircolatoria

Attualmente, la maggior parte dei trapianti di cuore negli Stati Uniti utilizza organi da donatori che sono deceduti per morte cerebrale. La morte cerebrale è una condizione in cui il cervello ha smesso di funzionare completamente, ma il cuore continua a battere grazie a un supporto medico. Questo permette di mantenere il cuore ben ossigenato e in buone condizioni fino al momento del prelievo.

Invece, i donatori dopo morte cardiocircolatoria sono persone che non soddisfano i criteri di morte cerebrale, ma che sono decedute perché il cuore ha smesso di battere in modo irreversibile dopo la sospensione del supporto vitale. In questo caso, il cuore può subire un danno chiamato danno ischemico caldo, dovuto al fatto che durante l'arresto cardiaco il cuore non riceve abbastanza ossigeno.

Le sfide e le opportunità della donazione da donatori DCD

Un problema importante è che, dopo l'arresto cardiaco, è difficile valutare la funzionalità del cuore prima del trapianto. Questo ha limitato l'uso di cuori da donatori DCD (donazione dopo morte cardiocircolatoria) per il trapianto.

Tuttavia, la scarsità di cuori disponibili da donatori con morte cerebrale e i progressi nelle tecniche di conservazione e valutazione del cuore hanno portato a un rinnovato interesse per i trapianti da donatori DCD.

Risultati recenti e dati negli Stati Uniti

Studi recenti in Australia e Regno Unito hanno mostrato risultati promettenti con trapianti da donatori DCD. Negli Stati Uniti, un'analisi dei dati dal 2020 al 2021 ha confrontato i risultati di trapianti da donatori DCD e da donatori con morte cerebrale.

  • Su 3.611 donatori DCD adulti, 136 cuori sono stati utilizzati per il trapianto.
  • I donatori DCD usati erano in media più giovani (29 anni), prevalentemente uomini (90%) e con gruppo sanguigno O (79%).
  • Non sono state trovate differenze significative tra i trapianti da donatori DCD e quelli da donatori con morte cerebrale riguardo a:
  • mortalità a 30 giorni e 6 mesi
  • fallimento del cuore trapiantato entro 30 giorni
  • complicazioni come ictus, necessità di pacemaker, dialisi e durata della degenza in ospedale

Questi risultati sono stati confermati anche confrontando gruppi simili di pazienti.

Il futuro della donazione da donatori DCD

Il numero di donatori DCD è aumentato molto negli ultimi anni. Gli autori stimano che un uso più diffuso di cuori da donatori DCD potrebbe aumentare di circa 300 il numero di trapianti di cuore ogni anno negli Stati Uniti.

In conclusione

La donazione di cuore da donatori dopo morte cardiocircolatoria rappresenta una nuova e promettente opportunità per aumentare il numero di trapianti. I primi dati mostrano che i risultati a breve termine sono simili a quelli ottenuti con i donatori tradizionali. Questo progresso potrebbe aiutare molte più persone in attesa di un trapianto di cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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