Motivo del ricovero
Un uomo di 78 anni è stato portato in ospedale per un dolore al petto che si irradiava al braccio sinistro, accompagnato da sudorazione fredda, sintomi che possono indicare un problema cardiaco serio.
Storia clinica precedente
Il paziente aveva già alcune condizioni importanti:
- Fibrillazione atriale parossistica, un tipo di battito cardiaco irregolare.
- Aneurisma dell’aorta addominale trattato con un dispositivo interno chiamato endoprotesi.
- Trombosi (formazione di coaguli) nell’arteria iliaca comune destra.
- Angiodisplasia intestinale, una malattia dei vasi sanguigni dell’intestino che provoca sanguinamenti ricorrenti.
- Per questi sanguinamenti era stata sospesa la terapia anticoagulante, cioè i farmaci che prevengono la formazione di coaguli.
Valutazione al momento del ricovero
Al suo arrivo, il paziente riferiva un lieve miglioramento del dolore. Sono stati controllati i segni vitali e fatti alcuni esami:
- Pressione arteriosa: 155/89 mmHg (leggermente alta).
- Frequenza cardiaca: 72 battiti al minuto, ritmo regolare.
- Elettrocardiogramma (ECG): ritmo normale ma con segni che indicano un infarto in corso nella parte anteriore del cuore.
- Saturazione di ossigeno: 98%, normale.
È stata fatta la diagnosi di un infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (un tipo grave di infarto) e il paziente è stato trasferito in cardiologia interventistica per un trattamento urgente.
Intervento cardiologico
Durante l’esame chiamato coronarografia, che mostra le arterie del cuore, è stata trovata una grave stenosi (restringimento) in un ramo importante dell’arteria coronaria sinistra. Questa è stata trattata con l’angioplastica (PTCA) e l’impianto di uno stent medicato, un piccolo tubo che mantiene aperta l’arteria.
Esame ecocardiografico
L’ecocardiogramma ha mostrato:
- Il ventricolo sinistro (la parte principale del cuore che pompa il sangue) era dilatato e con una funzione molto ridotta (frazione di eiezione del 29%, normale è sopra il 50-55%).
- L’atrio sinistro aveva dimensioni normali.
- La valvola mitrale presentava una lieve perdita di sangue (insufficienza lieve).
- La valvola aortica era leggermente indurita (sclerotica) con una lieve perdita.
Scelta del trattamento
Dato il rischio elevato di formazione di coaguli, è stata iniziata una terapia con due farmaci antiaggreganti (aspirina e ticagrelor) per prevenire la formazione di trombi.
Un’alternativa sarebbe stata l’uso combinato di anticoagulanti e antiaggreganti, ma il paziente aveva già dovuto sospendere gli anticoagulanti a causa di sanguinamenti ricorrenti.
Dopo una discussione tra i medici, si è deciso di evitare la terapia anticoagulante a lungo termine e di procedere con la chiusura percutanea dell’auricola sinistra, una procedura che riduce il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale che non possono assumere anticoagulanti.
Cos’è la chiusura percutanea dell’auricola sinistra?
L’auricola sinistra è una piccola parte del cuore dove possono formarsi coaguli nei pazienti con fibrillazione atriale. La chiusura percutanea consiste nell’inserire un dispositivo attraverso i vasi sanguigni per sigillare questa zona e prevenire la formazione di coaguli che potrebbero causare un ictus.
Risultati degli studi scientifici
La terapia anticoagulante è il trattamento principale per prevenire l’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale, ma può aumentare il rischio di sanguinamenti importanti.
Studi importanti hanno confrontato la chiusura percutanea dell’auricola sinistra con la terapia anticoagulante e hanno mostrato che:
- La chiusura percutanea è efficace nel prevenire ictus, embolie e morte cardiaca, con un rischio di sanguinamento ridotto.
- In pazienti che non possono assumere anticoagulanti, la chiusura percutanea ha ridotto significativamente il rischio di ictus rispetto a chi assumeva solo aspirina o clopidogrel.
- Altri studi hanno confermato che questa procedura riduce sia il rischio di ictus sia quello di sanguinamenti rispetto alle aspettative basate sui punteggi di rischio.
- Uno studio recente ha confrontato la chiusura percutanea con i nuovi anticoagulanti orali (DOAC) e ha dimostrato che la procedura è altrettanto efficace e sicura in pazienti con rischio moderato-alto di sanguinamento.
Quando si considera la chiusura percutanea
La chiusura percutanea dell’auricola sinistra è un’opzione valida per pazienti con fibrillazione atriale che hanno un rischio elevato di sanguinamento o che non possono assumere anticoagulanti per altri motivi.
Rimane comunque importante sapere che la terapia anticoagulante è il trattamento di riferimento per la maggior parte dei pazienti con fibrillazione atriale.
In conclusione
In pazienti con fibrillazione atriale e rischio sia di trombosi che di sanguinamento, la scelta del trattamento deve essere personalizzata. La chiusura percutanea dell’auricola sinistra rappresenta una valida alternativa alla terapia anticoagulante nei casi in cui quest’ultima non può essere utilizzata a lungo termine, offrendo una protezione efficace contro l’ictus con un rischio minore di sanguinamenti.