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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/02/2022 Lettura: ~4 min

Che fatica dottore!

Fonte
Levio Quinto, Alessandra Chinaglia, Cardiologia Ospedale dell’Angelo Mestre (VE), ASL Città di Torino; studi clinici X-VeRT, EMANATE, ENSURE-AF, RE-LY, ROCKET-AF, ARISTOTLE, ENGAGE; linee guida ESC 2020 per la fibrillazione atriale.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alessandra Chinaglia - Levio Quinto Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1250 Sezione: 72

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un uomo di 76 anni con problemi cardiaci complessi e spiega come i medici gestiscono la sua cura, in particolare la scelta del trattamento anticoagulante prima di una procedura chiamata cardioversione elettrica. L'obiettivo è prevenire complicazioni come ictus o embolie, utilizzando farmaci efficaci e sicuri.

Che cosa è successo al paziente

Un uomo di 76 anni si è rivolto a un ambulatorio cardiologico perché da circa due mesi si sente molto stanco e ha difficoltà a respirare anche con sforzi leggeri o moderati. Ha una storia di pressione alta da circa 30 anni, colesterolo alto, e problemi alla tiroide, ed è in trattamento per questi disturbi. Inoltre, è in sovrappeso e ha un pacemaker impiantato l'anno precedente a causa di problemi al cuore.

Esami e diagnosi

Durante un ricovero precedente, sono stati fatti vari esami:

  • Ecocardiogramma: ha mostrato un cuore con pareti un po' ispessite ma con buona funzione di pompa e un atrio sinistro leggermente dilatato.
  • Coronarografia: non ha evidenziato problemi importanti alle arterie del cuore.
  • Risonanza magnetica cardiaca: confermava una leggera aumentata massa del muscolo cardiaco senza danni evidenti.

Il paziente ha un pacemaker che funziona correttamente e segue una terapia con diversi farmaci per la pressione, il colesterolo e altri disturbi.

Situazione attuale

Al momento della visita, il paziente presenta una fibrillazione atriale, cioè un battito cardiaco irregolare, che causa sintomi come affaticamento e difficoltà respiratorie. L'esame del cuore mostra una funzione buona del ventricolo sinistro e una lieve dilatazione dell'atrio sinistro. Il pacemaker funziona bene e il test da sforzo ha evidenziato una risposta adeguata del cuore.

Strategia terapeutica proposta

Per migliorare i sintomi e il funzionamento del cuore, si propone una cardioversione elettrica, una procedura che cerca di riportare il cuore a un ritmo normale. Questa scelta è supportata dalla presenza di sintomi e dalla durata relativamente breve della fibrillazione atriale.

Importanza della terapia anticoagulante

Il paziente ha un rischio elevato di complicazioni come ictus a causa della fibrillazione atriale e di altri fattori (età, pressione alta, scompenso cardiaco). Per questo motivo, è fondamentale iniziare una terapia con farmaci anticoagulanti il prima possibile, indipendentemente dalla decisione di fare la cardioversione. Questa terapia serve a prevenire la formazione di coaguli nel cuore che potrebbero causare eventi gravi.

Quale anticoagulante scegliere

Ci sono due tipi principali di anticoagulanti:

  • Antagonisti della vitamina K (come il warfarin), farmaci tradizionali che richiedono controlli frequenti del sangue.
  • Anticoagulanti orali diretti (DOAC), farmaci più recenti che agiscono rapidamente e sono più semplici da usare.

Studi scientifici hanno dimostrato che i DOAC sono altrettanto efficaci e sicuri rispetto agli antagonisti della vitamina K per i pazienti che devono fare la cardioversione. Inoltre, i DOAC permettono di iniziare il trattamento subito senza bisogno di combinare altri farmaci e senza frequenti controlli.

Quale DOAC scegliere

Non esiste uno studio che confronti direttamente i diversi DOAC tra loro, ma apixaban, rivaroxaban ed edoxaban sono tutti approvati e utilizzati per questa situazione. La scelta può basarsi sulla presenza di studi specifici a supporto e sulle caratteristiche individuali del paziente.

Ruolo dell'ecocardiogramma transesofageo (TEE)

Il TEE è un esame che permette di vedere se ci sono coaguli nel cuore prima della cardioversione. Tuttavia, le linee guida attuali sconsigliano l'uso routinario del TEE in tutti i pazienti, riservandolo solo a chi ha un rischio molto alto o dubbi sull'assunzione regolare dei farmaci anticoagulanti.

Consigli per la procedura

  • Iniziare la terapia anticoagulante con un DOAC e proseguirla per tutta la vita, a meno che non ci siano motivi per sospenderla.
  • Assicurarsi che il paziente assuma regolarmente il farmaco prima della cardioversione.
  • Se l'aderenza è buona, la cardioversione può essere fatta senza eseguire il TEE.

In conclusione

Per un paziente anziano con fibrillazione atriale e rischio elevato di complicazioni, è importante iniziare subito una terapia anticoagulante per prevenire eventi gravi. I farmaci anticoagulanti orali diretti (DOAC) sono una scelta efficace e più semplice rispetto ai farmaci tradizionali. La cardioversione elettrica è indicata per migliorare i sintomi e può essere eseguita dopo almeno tre settimane di terapia anticoagulante. L'uso dell'ecocardiogramma transesofageo prima della procedura va valutato caso per caso. Infine, la terapia anticoagulante deve essere mantenuta a lungo termine per proteggere il cuore e la salute del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alessandra Chinaglia - Levio Quinto

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