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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/03/2022 Lettura: ~3 min

Il profilo energetico del cuore nei pazienti obesi con cardiomiopatia dilatativa

Fonte
Rayner et al doi.org/10.1093/eurheartj/ehab663.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come il cuore delle persone obese con una particolare malattia cardiaca, chiamata cardiomiopatia dilatativa, utilizzi l'energia. Comprendere queste differenze può aiutare a migliorare le terapie e mostra come la perdita di peso possa influire positivamente sulla funzione del cuore.

Come funziona il cuore sano

Il cuore sano regola la quantità di sangue che pompa per soddisfare le esigenze del corpo. Quando il cuore pompa di più, ha bisogno di più energia, che arriva sotto forma di una molecola chiamata adenosina trifosfato (ATP). L'ATP è essenziale per permettere al cuore di contrarsi e funzionare correttamente.

Se la produzione o il trasporto di ATP non sono sufficienti, il cuore può funzionare male, come accade in alcune forme di insufficienza cardiaca.

Energia e malattie cardiache

In alcune malattie cardiache, come la cardiomiopatia dilatativa, il cuore ha difficoltà a fornire abbastanza ATP, e questo è collegato a un peggioramento della funzione cardiaca e a un rischio maggiore di mortalità.

Nei pazienti obesi senza problemi cardiaci, si osserva una quantità ridotta di ATP, ma il cuore sembra compensare aumentando la velocità con cui utilizza questa energia, mantenendo così una funzione normale.

Il cuore nei pazienti obesi con cardiomiopatia dilatativa

Un recente studio ha confrontato tre gruppi di persone:

  • Persone con cardiomiopatia dilatativa e peso normale
  • Persone con cardiomiopatia dilatativa e obesità
  • Persone con peso normale e cuore sano

Lo studio ha utilizzato tecniche avanzate di risonanza magnetica per valutare la funzione del cuore e il metabolismo energetico.

Risultati principali

  • Nei pazienti con cardiomiopatia dilatativa e peso normale, la produzione di ATP era ridotta rispetto ai soggetti sani.
  • Nei pazienti obesi con la stessa malattia, la produzione di ATP era invece più alta, ma questo indica che il cuore deve lavorare di più per ottenere energia, suggerendo un uso meno efficiente dell'energia.
  • Quando il cuore è sottoposto a stress, i soggetti sani aumentano la produzione di energia, mentre nei pazienti con cardiomiopatia dilatativa questo meccanismo è alterato, specialmente negli obesi.

Effetto della perdita di peso

Il gruppo di pazienti obesi ha seguito un programma dietetico per perdere peso. Dopo la perdita di peso, sono stati osservati miglioramenti importanti:

  • Riduzione del volume del ventricolo sinistro, la parte principale del cuore che pompa il sangue.
  • Miglioramento della capacità di contrazione del cuore.
  • Diminuzione della quantità di ATP necessaria, indicando un uso più efficiente dell'energia.

In conclusione

La cardiomiopatia dilatativa si manifesta in modo diverso nei pazienti obesi rispetto a quelli con peso normale, soprattutto per quanto riguarda l'energia utilizzata dal cuore. Nei pazienti obesi, il cuore lavora di più per produrre energia, ma questa situazione può migliorare con la perdita di peso, che aiuta il cuore a funzionare meglio e a usare l'energia in modo più efficiente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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