CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 28/03/2022 Lettura: ~4 min

Un nonno con una cardiopatia ischemica cronica “maltrattata”

Fonte
Giovambattista Desideri, Cattedra di Geriatria – Università degli Studi dell’Aquila; Giorgia Cecchini, Geriatria – Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata - Verona

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giovambattista Desideri - Giorgia Cecchini Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1263 Sezione: 76

Introduzione

Il caso del Sig. S.A., un uomo di 83 anni con diverse malattie croniche, ci aiuta a capire l'importanza di valutare con attenzione la fragilità negli anziani. Questa condizione influenza le scelte terapeutiche e richiede un approccio personalizzato per migliorare la qualità della vita e prevenire complicazioni.

Chi è il paziente?

Il Sig. S.A. ha 83 anni e vive a casa con la moglie, assistito dai familiari e da una collaboratrice domestica. Ha diverse malattie croniche, tra cui il diabete, problemi alle arterie periferiche, una precedente operazione alle arterie della gamba, una stenosi parziale a un'arteria del collo, problemi al cervello causati da problemi vascolari, ipertrofia della prostata, enfisema polmonare, pressione alta e artrosi diffusa. Sei mesi fa è stato ricoverato per un infarto non completo e ha subito un intervento per aprire un'arteria coronarica con l'inserimento di uno stent.

Quali sono i sintomi recenti?

Negli ultimi due mesi, la collaboratrice domestica ha notato che il paziente ha avuto episodi di dolore al petto, soprattutto dopo i pasti, che durano 20-30 minuti e sono a volte accompagnati da sonnolenza. Il paziente però minimizza questi sintomi.

Come si presenta all'esame?

  • È vigile e collaborante, orientato nel tempo e nello spazio.
  • Respira bene con ossigeno normale.
  • Non ha deficit neurologici evidenti.
  • Il cuore batte regolarmente, la pressione è 142/74 mmHg seduto, 120/72 mmHg dopo essersi alzato, con frequenza cardiaca tra 68 e 72 battiti al minuto.
  • I polmoni hanno un suono ridotto.
  • Ha un addome grasso.
  • Cammina lentamente con un bastone a causa di debolezza alle gambe e dolore all'anca destra, mostrando una zoppia evidente.

Esami di laboratorio e terapia in corso

  • Colesterolo totale: 176 mg/dl
  • Colesterolo HDL ("buono"): 42 mg/dl
  • Colesterolo LDL ("cattivo"): 98 mg/dl
  • Trigliceridi: 182 mg/dl
  • Creatinina: 1.8 mg/dL con funzione renale ridotta (filtrato glomerulare stimato 37 ml/min/1.73 m²)

La terapia comprende farmaci per la pressione, il cuore, il diabete, la protezione dello stomaco e la prevenzione di coaguli.

Che cosa significa essere "fragile"?

La fragilità è una condizione di maggiore vulnerabilità negli anziani, che li rende più sensibili a stress come infezioni o problemi cardiaci. Nel caso del Sig. S.A., la fragilità è evidente soprattutto per la sua ridotta capacità funzionale e parziale dipendenza nelle attività quotidiane, come mostra la difficoltà a camminare e la necessità di un bastone.

Come gestire la terapia?

Il paziente ha un colesterolo LDL più alto rispetto al valore raccomandato per chi ha un rischio molto alto di problemi cardiaci. È già in trattamento con una statina, ma non alla dose massima. Si potrebbe quindi migliorare la terapia aggiungendo un altro farmaco per abbassare il colesterolo o cambiando la statina con una più efficace.

Un altro aspetto importante è la ipotensione ortostatica, cioè la caduta della pressione quando si passa dalla posizione seduta a quella in piedi, che nel paziente è significativa. Questa condizione aumenta il rischio di cadute e può causare sintomi come il dolore al petto e la sonnolenza, dovuti a un ridotto flusso di sangue al cuore e al cervello.

Per questo motivo, è importante monitorare la pressione durante il giorno e valutare se modificare la terapia per evitare cali eccessivi, ad esempio riducendo la dose di alcuni farmaci e cambiando l'orario di assunzione.

Quale farmaco aggiungere per il dolore al petto?

Tra le opzioni per migliorare i sintomi anginosi, l'aggiunta di ranolazina è considerata la scelta migliore. Questo farmaco aiuta a ridurre il dolore al petto senza peggiorare l'ipotensione, ed è efficace anche negli anziani.

Cosa ci insegna questo caso?

  • La fragilità negli anziani va sempre valutata e gestita con attenzione, perché influenza molto la prognosi e le scelte terapeutiche.
  • I trattamenti devono essere personalizzati per evitare effetti negativi dovuti a terapie troppo aggressive.
  • La gestione delle malattie cardiache negli anziani deve basarsi sulle evidenze scientifiche disponibili, sull'esperienza e sul buon senso, senza rinunciare a curare ma adattando le cure alle esigenze del paziente.

In conclusione

Il caso del Sig. S.A. mostra quanto sia importante riconoscere e considerare la fragilità negli anziani con malattie cardiache. Un approccio personalizzato e attento alla funzione e ai sintomi può migliorare la qualità della vita e prevenire complicazioni, bilanciando efficacia e sicurezza delle terapie.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giovambattista Desideri - Giorgia Cecchini

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA