Che cos'è il sodio tiosolfato e perché viene studiato
Il sodio tiosolfato è un composto che si pensa possa aiutare a limitare i danni al cuore causati dal processo di ischemia-riperfusione. Questo processo avviene quando il sangue torna a scorrere in un'area del cuore che era rimasta senza ossigeno durante un infarto.
Lo studio GIPS-IV
Il trial GIPS-IV è stato il primo studio clinico a testare il sodio tiosolfato in pazienti con primo STEMI, un tipo grave di infarto. Lo studio ha coinvolto 380 pazienti in tre ospedali nei Paesi Bassi tra il 2018 e il 2021.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- metà ha ricevuto due dosi di sodio tiosolfato tramite iniezione endovenosa, una subito dopo l'arrivo in sala di emodinamica e una sei ore dopo;
- l'altra metà ha ricevuto due dosi di placebo, cioè una sostanza senza principio attivo.
Risultati principali
L'obiettivo principale dello studio era vedere se il sodio tiosolfato riduceva la dimensione dell'infarto, valutata con una risonanza magnetica al cuore dopo 4 mesi. I risultati hanno mostrato che non c'è stata una riduzione significativa della dimensione dell'infarto nei pazienti trattati con sodio tiosolfato rispetto a quelli con placebo.
Inoltre, non sono state trovate differenze importanti nemmeno in altri parametri come:
- la frazione d'eiezione (una misura della capacità del cuore di pompare il sangue);
- i livelli di NT-proBNP (un indicatore dello stress cardiaco);
- il picco di creatinina chinasi MB (un enzima che indica il danno al muscolo cardiaco).
Sicurezza e effetti collaterali
Il sodio tiosolfato è risultato sicuro da usare. I casi di eventi cardiovascolari gravi dopo 4 mesi erano simili nei due gruppi di pazienti. Tuttavia, chi ha ricevuto il sodio tiosolfato ha avuto più spesso nausea e vomito subito dopo la somministrazione.
In conclusione
Lo studio GIPS-IV ha dimostrato che, se somministrato al momento della riperfusione, il sodio tiosolfato non riduce la dimensione dell'infarto nei pazienti con primo STEMI. Il trattamento è stato sicuro, ma può causare disturbi come nausea e vomito.