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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/04/2022 Lettura: ~3 min

Interferenze delle procedure medico-chirurgiche sui dispositivi cardiaci impiantati: linee guida EHRA 2022

Fonte
EHRA 2022, pubblicato sulla rivista Europace della Società Europea di Cardiologia (ESC), presentato dal Prof. Markus Stühlinger, Università di medicina di Innsbruck, Austria.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Le procedure mediche e chirurgiche possono a volte interferire con il funzionamento dei dispositivi cardiaci elettronici impiantati, come pacemaker e defibrillatori. Fortunatamente, esistono raccomandazioni precise per prevenire e gestire queste situazioni, garantendo la sicurezza dei pazienti. Questo testo spiega in modo chiaro come avvengono queste interferenze e quali precauzioni adottare.

Che cosa sono le interferenze sui dispositivi cardiaci impiantati

I dispositivi cardiaci elettronici, come pacemaker e defibrillatori, possono essere influenzati da alcune procedure mediche a causa di campi elettromagnetici, campi magnetici, radiazioni o onde acustiche. Questi fattori possono far sì che il dispositivo smetta temporaneamente o permanentemente di funzionare correttamente o che emetta scariche non necessarie.

Quando possono verificarsi le interferenze

  • Interventi chirurgici: l'uso di elettrocauterizzazione, che impiega una corrente elettrica per tagliare o fermare il sanguinamento, può causare segnali errati nel dispositivo se l'intervento è vicino al generatore del pacemaker o defibrillatore.
  • Risonanza magnetica: questa tecnica usa un forte campo magnetico e può influire sul dispositivo.
  • Trattamenti con radiazioni: usati per curare il cancro, possono alterare il funzionamento del dispositivo.
  • Litotripsia: onde acustiche per rompere calcoli renali possono interferire con il dispositivo.

Come si prevengono le interferenze durante la chirurgia

  • Prima dell'intervento, il medico valuta se il paziente dipende completamente dal dispositivo per mantenere il battito cardiaco.
  • Si verifica che il dispositivo e la batteria funzionino correttamente.
  • Si testa la risposta del dispositivo a un magnete posto vicino, per capire come si comporterà durante l'intervento.
  • Se il dispositivo reagisce normalmente, l'intervento può procedere con monitoraggio continuo di cuore e polso.
  • Se il dispositivo mostra comportamenti anomali, si può usare un magnete durante l'intervento per ridurre le interferenze causate dall'elettrocauterizzazione.

Risonanza magnetica e dispositivi cardiaci

Molti pazienti con dispositivi impiantati avranno bisogno di una risonanza magnetica nel corso della vita. Questo esame deve essere fatto solo in centri specializzati, con team preparati e protocolli specifici. È importante che radiologi, cardiologi e altri operatori sanitari collaborino per garantire la sicurezza. Prima e dopo la risonanza magnetica, il dispositivo deve essere riprogrammato seguendo istruzioni precise.

Radiazioni e controllo del dispositivo

Durante i trattamenti con radiazioni, esiste un piccolo rischio che il dispositivo possa non funzionare correttamente. Per questo motivo, è fondamentale controllare regolarmente il funzionamento del pacemaker o defibrillatore, sia con visite in presenza sia tramite monitoraggio a distanza.

Il ruolo del paziente

I pazienti possono aiutare portando sempre con sé la scheda del dispositivo, che indica il tipo, il modello e il produttore. Questo facilita le verifiche e le eventuali regolazioni necessarie durante le procedure mediche.

In conclusione

Le interferenze tra procedure medico-chirurgiche e dispositivi cardiaci impiantati sono possibili ma in gran parte evitabili con le giuste precauzioni. Un'attenta valutazione prima, durante e dopo le procedure, insieme alla collaborazione tra medici e pazienti, garantisce la sicurezza e il corretto funzionamento di questi dispositivi vitali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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