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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/05/2022 Lettura: ~3 min

Vupanorsen: una nuova arma contro il colesterolo non-HDL

Fonte
Bergmark BA et al. Circulation. 2022. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.122.059266.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il colesterolo alto è un fattore importante nel rischio di malattie cardiache. Recentemente è stato studiato un nuovo trattamento chiamato vupanorsen, che potrebbe aiutare a ridurre il colesterolo e i grassi nel sangue in modo efficace. Questo testo spiega in modo semplice come funziona questo farmaco e quali risultati ha mostrato uno studio recente.

Che cosa significa colesterolo non-HDL e perché è importante

Il colesterolo non-HDL include tutte le particelle di colesterolo che possono causare problemi al cuore, come quelle contenenti una proteina chiamata apolipoproteina B. Queste particelle trasportano sia colesterolo sia trigliceridi (un tipo di grasso) nel sangue e possono contribuire a formare placche nelle arterie, aumentando il rischio di eventi cardiovascolari come infarti o ictus.

Anche se molti pazienti assumono farmaci per abbassare il colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo"), spesso rimane un rischio residuo legato a questi altri tipi di lipoproteine aterogene.

Come funziona il vupanorsen

Il vupanorsen è un farmaco che agisce su una proteina chiamata ANGPTL3, che normalmente rallenta il metabolismo dei grassi nel sangue. In particolare, ANGPTL3 inibisce alcune enzimi (lipasi) che aiutano a smaltire i trigliceridi e altre lipoproteine ricche di grassi.

Il vupanorsen è un tipo speciale di medicinale chiamato "oligonucleotide antisenso". Questo significa che entra nelle cellule del fegato e blocca la produzione della proteina ANGPTL3, aiutando così a ridurre i livelli di grassi nel sangue.

Risultati dello studio TRANSLATE-TIMI 70

Uno studio clinico di fase 2 ha valutato l'effetto del vupanorsen in persone con colesterolo non-HDL alto (almeno 100 mg/dL) e trigliceridi tra 150 e 500 mg/dL, tutte già in trattamento con statine.

  • Lo studio ha coinvolto 2.806 partecipanti, con un'età media di 64 anni e quasi la metà donne.
  • I pazienti sono stati divisi in gruppi che hanno ricevuto diverse dosi di vupanorsen o un placebo (una sostanza senza principio attivo).
  • Il vupanorsen ha ridotto il colesterolo non-HDL tra il 22% e il 27,7%.
  • I trigliceridi sono diminuiti tra il 41,3% e il 56,8%.
  • Il colesterolo LDL è calato tra il 7,9% e il 16%.
  • Anche l'apolipoproteina B è diminuita tra il 6% e il 15,1%.
  • I livelli della proteina ANGPTL3 sono stati ridotti in modo dose-dipendente, cioè più farmaco si assumeva, più calava questa proteina (tra il 69,9% e il 95,2%).

Effetti collaterali osservati

Il trattamento con vupanorsen non ha causato problemi significativi alla funzione dei reni o al numero di piastrine nel sangue, aspetti importanti per la sicurezza dei farmaci di questo tipo.

Tuttavia, è stato osservato un aumento degli enzimi epatici chiamati transaminasi e un aumento della quantità di grasso nel fegato. Questi effetti richiedono attenzione e ulteriori studi per valutare la sicurezza a lungo termine.

In conclusione

Il vupanorsen è un nuovo farmaco promettente che agisce riducendo una proteina coinvolta nel metabolismo dei grassi, portando a una diminuzione significativa del colesterolo non-HDL e dei trigliceridi. Questo potrebbe aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache in persone già in trattamento con statine ma con livelli di grassi ancora elevati. Sono necessari ulteriori studi per confermare la sicurezza e l'efficacia a lungo termine di questo trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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