Come il virus SARS-CoV-2 entra nelle cellule
Il coronavirus entra nelle cellule del nostro corpo legandosi a una proteina chiamata ACE2, che si trova sulla superficie di molte cellule. Dopo l'ingresso, il virus si moltiplica e può causare una forte infiammazione e problemi legati alla formazione di coaguli nel sangue, specialmente nei casi più gravi. Questo può portare a danni ai polmoni e a insufficienza di più organi.
Chi è più a rischio
- Fattori come età avanzata, sesso, alcune malattie (come ipertensione, problemi cardiaci, obesità e diabete) aumentano il rischio di malattia grave.
Il ruolo delle statine
Le statine sono farmaci molto usati per abbassare il colesterolo. Agiscono bloccando un enzima importante nella produzione del colesterolo nel nostro corpo. Oltre a questo, le statine influenzano anche l'infiammazione, il sistema immunitario e la salute dei vasi sanguigni, tutti aspetti coinvolti nella malattia da COVID-19.
Possibili effetti delle statine sul COVID-19
- Alcuni studi al computer suggeriscono che le statine potrebbero interferire con la capacità del virus di replicarsi.
- Le statine possono aumentare la quantità di ACE2, la proteina usata dal virus per entrare nelle cellule, ma non è chiaro se questo sia un effetto positivo o negativo.
- Le statine possono causare effetti collaterali muscolari, che possono essere più frequenti in presenza di COVID-19 o con alcuni altri farmaci usati per trattare il virus.
Studi sugli effetti delle statine nelle infezioni virali
In passato, le statine sono state studiate anche in altre infezioni virali, come l'influenza, con risultati misti: alcuni studi hanno mostrato benefici, altri no. Nel caso di COVID-19, alcuni dati indicano che i pazienti che usavano statine prima del ricovero ospedaliero hanno avuto una prognosi migliore.
Risultati recenti su pazienti con COVID-19
Uno studio osservazionale su oltre 2.000 pazienti ricoverati per COVID-19 ha confrontato chi assumeva statine con chi non le assumeva. Ecco i risultati principali:
- I pazienti in terapia con statine erano in media più anziani e avevano più altre malattie.
- Nonostante questo, il tasso di mortalità era più basso tra chi assumeva statine (circa il 20%) rispetto a chi non le assumeva (circa il 25%).
- Chi ha continuato a prendere le statine durante il ricovero ha avuto un tasso di mortalità ancora più basso (circa il 17%).
- Analisi statistiche hanno confermato che le statine sono associate a una riduzione del rischio di morte correlata al COVID-19.
Che cosa significa per i pazienti
Secondo questi dati, la terapia con statine non dovrebbe essere interrotta a causa della pandemia o durante il ricovero per COVID-19, a meno che non ci siano motivi specifici decisi dal medico.
In conclusione
Le statine, farmaci comunemente usati per il colesterolo, sembrano avere un effetto protettivo nei pazienti ricoverati per COVID-19. Chi assume statine prima e durante il ricovero ha mostrato una mortalità inferiore rispetto a chi non le prende. Per questo motivo, non è consigliato sospendere queste terapie durante la pandemia o in caso di infezione da SARS-CoV-2, sempre sotto controllo medico.