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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/05/2022 Lettura: ~4 min

Quando il COVID colpisce il cuore

Fonte
Documento di consenso American College of Cardiology (ACC) sulla patologia cardiovascolare da COVID-19.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1278 Sezione: 2

Introduzione

Il COVID-19 può influenzare anche il cuore, causando problemi che richiedono attenzione e cure specifiche. È importante conoscere come viene valutata e gestita questa situazione per proteggere la salute cardiaca durante e dopo l'infezione.

Che cosa significa il coinvolgimento cardiaco nel COVID-19

Il COVID-19, causato dal virus SARS-CoV-2, può interessare il cuore in modi diversi. Alcune persone possono avere un coinvolgimento cardiaco lieve, mentre altre possono sviluppare infiammazioni o problemi più seri al cuore.

Come viene valutato il cuore nei pazienti con COVID-19

La valutazione del cuore dipende dal sospetto di coinvolgimento cardiaco, che può essere basso, medio o alto:

  • Se il sospetto è basso, non servono esami cardiologici aggiuntivi.
  • Se il sospetto è medio o alto, si effettuano alcuni esami di base come:
  • Elettrocardiogramma (ECG): registra l'attività elettrica del cuore.
  • Dosaggio della troponina: un esame del sangue che indica se ci sono danni al muscolo cardiaco.
  • Ecocardiogramma: un'ecografia che mostra il funzionamento e la struttura del cuore.

Se la troponina è alta, è importante monitorare attentamente il paziente per individuare eventuali peggioramenti.

Altri esami e situazioni particolari

In caso di sospetto di infiammazione del cuore (miocardite) o problemi al pericardio (la membrana che avvolge il cuore), si possono usare esami più specifici come la risonanza magnetica cardiaca (RMC). Questa tecnica è molto sensibile e aiuta a vedere infiammazioni, cicatrici o accumuli di liquido.

Se il paziente è instabile, con pressione bassa o aritmie gravi, è necessario un ricovero in centri specializzati.

In casi molto gravi, può essere necessaria una biopsia, cioè un prelievo di tessuto cardiaco per capire meglio la situazione.

Gestione dei pazienti con coinvolgimento cardiaco

  • I pazienti senza sintomi specifici non hanno bisogno di terapie particolari, ma devono essere informati sui segnali a cui prestare attenzione come dolore al petto, difficoltà a respirare, svenimenti o gonfiore.
  • Chi ha dolore al petto ma cuore che funziona bene può essere seguito a casa con controlli periodici.
  • Chi ha infiammazione del cuore di entità lieve o moderata dovrebbe essere ricoverato per un monitoraggio più stretto.
  • I casi molto gravi richiedono trattamenti simili ad altre forme di insufficienza cardiaca acuta.

Per l'infiammazione del cuore e del pericardio, si usano farmaci anti-infiammatori e, se necessario, corticosteroidi.

Se la funzione del cuore è ridotta, si avvia una terapia specifica per lo scompenso cardiaco.

Controlli a distanza di 3-6 mesi aiutano a valutare il recupero e a pianificare la gestione futura.

Il long COVID e il cuore

Alcune persone possono avere sintomi che durano settimane o mesi dopo l'infezione, chiamati "long COVID". Questi possono includere:

  • Battito cardiaco accelerato (tachicardia)
  • Difficoltà a fare esercizio
  • Dolore al petto
  • Fiato corto

Il documento distingue due situazioni:

  • PASC-CVD: presenza di malattia cardiaca dimostrabile dopo l'infezione.
  • PASC-CVS: sintomi cardiaci senza evidenza di malattia al cuore dopo gli esami.

Ruolo del medico di base e gestione dei sintomi

Il medico di base è spesso il primo a valutare questi pazienti. Gli esami iniziali possono comprendere analisi del sangue, ECG, ecocardiogramma, monitoraggio del cuore, radiografie e test respiratori.

Se ci sono segni di malattia cardiaca o sintomi inspiegati, è consigliata una valutazione specialistica.

Per chi ha sintomi ma nessuna malattia evidente, si può fare una diagnosi di PASC-CVS e gestire i sintomi con attenzione.

Consigli per l'attività fisica dopo il COVID-19

  • Per chi ha tachicardia o difficoltà a fare esercizio, è meglio iniziare con attività in posizione sdraiata o semi-sdraiata.
  • L'intensità e la durata dell'esercizio devono aumentare lentamente.
  • Altri accorgimenti possono includere aumentare l'assunzione di sale e liquidi, usare calze elastiche e dormire con la testa sollevata.
  • Chi non ha sintomi cardiaci può riprendere l'attività fisica gradualmente dopo pochi giorni di riposo.

Miocardite dopo vaccino a mRNA

La miocardite dopo la vaccinazione con vaccini a mRNA è molto rara e di solito lieve. Quando si verifica, viene trattata come la miocardite causata dal COVID-19.

I vaccini a mRNA sono molto efficaci e sicuri, con un bilancio beneficio-rischio molto favorevole.

In conclusione

Il COVID-19 può colpire il cuore in modi diversi, da lievi infiammazioni a problemi più seri. La valutazione e la gestione dipendono dalla gravità dei sintomi e dai risultati degli esami. Il monitoraggio e i controlli nel tempo sono importanti per garantire una buona ripresa. Anche dopo la fase acuta, alcuni sintomi possono persistere e richiedere attenzione. I vaccini rimangono uno strumento fondamentale per proteggere la salute generale e cardiaca.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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