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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/05/2022 Lettura: ~3 min

Estrazione transvenosa degli elettrocateteri: trent'anni di esperienza a Pisa

Fonte
Intervista a Maria Grazia Bongiorni, U.O. di Cardiologia 2 - Aritmologia, Nuovo Ospedale Santa Chiara di Pisa

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Luca Segreti - Mario Giannotti Santoro Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1278 Sezione: 2

Introduzione

La procedura di estrazione transvenosa degli elettrocateteri è una tecnica medica importante che consente di rimuovere in modo sicuro i fili utilizzati per stimolare il cuore. A Pisa, questa pratica è stata sviluppata e perfezionata negli ultimi trent'anni, garantendo risultati efficaci e sicuri. In questo testo spieghiamo in modo semplice come funziona questa procedura, quando è necessaria e quali precauzioni vengono adottate.

Che cosa significa estrazione transvenosa degli elettrocateteri

L'estrazione transvenosa è un metodo per rimuovere i fili (elettrocateteri) che vengono impiantati nel cuore per regolare il battito. Questi fili possono essere collegati a pacemaker o defibrillatori, dispositivi che aiutano il cuore a funzionare correttamente.

Perché è nata questa tecnica

Con l'uso crescente degli elettrostimolatori, è diventato necessario poter togliere gli elettrocateteri quando non funzionano più o causano problemi. In passato si usavano metodi molto semplici e meno sicuri, come tirare il filo con un peso per ore. Oggi, grazie a strumenti più avanzati, la procedura è molto più efficace e sicura.

Quando è necessario rimuovere un elettrocatetere

  • Infezioni: possono essere localizzate nella zona dove è impiantato il dispositivo o possono diffondersi nel corpo.
  • Malfunzionamenti: specialmente nei cateteri usati per i defibrillatori.
  • Ostruzioni venose: quando i vasi sanguigni si bloccano causando problemi come la sindrome della vena cava superiore.
  • Dislocazioni o perforazioni: quando il catetere si sposta o danneggia i tessuti.

Perché il numero di estrazioni è aumentato

Ogni anno a Pisa si eseguono circa 100 estrazioni. L'aumento è dovuto a:

  • Maggiore numero di infezioni e malfunzionamenti.
  • Pazienti con più malattie associate e con aspettativa di vita più lunga.
  • Uso di dispositivi sempre più complessi.

Come si svolge la procedura

La procedura segue un protocollo molto preciso per garantire sicurezza ed efficacia. Durante l'intervento:

  • Il paziente è monitorato attentamente, con accesso venoso centrale e controllo della pressione.
  • È presente un team di cardiochirurgia pronto a intervenire in caso di emergenza.
  • Si prepara il catetere legandolo a uno strumento rigido (stiletto) per poterlo tirare.

Passaggi principali

  • Trazione manuale: si prova a tirare il catetere a mano, efficace solo se il filo è stato impiantato da meno di un anno.
  • Dilatazione meccanica: si usa uno strumento chiamato "sheath", un tubicino flessibile ma resistente, che si inserisce nella vena per liberare il catetere dalle aderenze (tessuto che lo blocca).
  • Se necessario, si passa da un altro accesso venoso, come la vena giugulare, per facilitare l'estrazione.

Strumenti utilizzati

Le sheath sono disponibili in diverse dimensioni e sono progettate per essere flessibili ma resistenti. Alcune hanno una banda speciale che le rende visibili durante l'esame radiologico, aiutando il medico a controllare la procedura. In casi particolari si usano anche altri strumenti per recuperare frammenti di cateteri rotti o difficili da estrarre.

Precauzioni durante l'impianto

Per facilitare una futura estrazione, si preferisce usare cateteri con fissazione attiva (che si ancorano meglio) e posizionarli in modo strategico. Si evita, quando possibile, l'uso di cateteri con fissazione attiva nel seno coronarico, preferendo quelli con fissazione passiva.

Dopo l'estrazione

Si valuta se è necessario impiantare un nuovo dispositivo. In circa il 15% dei casi non serve un nuovo impianto. Quando serve, si preferiscono sistemi più moderni come i pacemaker senza fili (leadless) o defibrillatori senza fili (extravascolari), e si adottano misure per prevenire nuove infezioni.

Rischi e complicanze

La tecnica usata a Pisa è molto sicura. Non si sono mai verificati danni gravi come la rottura della vena cava superiore, un evento pericoloso che può accadere con altre tecniche. C'è un rischio basso di perforazioni del cuore con accumulo di liquido intorno al cuore (versamento pericardico), che nella maggior parte dei casi si risolve con un trattamento semplice chiamato pericardiocentesi.

In conclusione

L'estrazione transvenosa degli elettrocateteri è una procedura complessa ma ormai consolidata e sicura, grazie all'esperienza maturata in trent'anni a Pisa. Viene eseguita principalmente per infezioni, malfunzionamenti o problemi legati ai cateteri. L'uso di strumenti specifici e un protocollo rigoroso permettono di ridurre al minimo i rischi, offrendo ai pazienti un trattamento efficace e protetto.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Luca Segreti - Mario Giannotti Santoro

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