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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/06/2022 Lettura: ~2 min

Durata della doppia terapia antiaggregante dopo procedure coronariche complesse

Fonte
Valgimigli et al https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehac284.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La doppia terapia antiaggregante (DAPT) è un trattamento importante dopo alcune procedure cardiache. Questo testo spiega in modo semplice come la durata di questa terapia possa variare in base alla complessità della procedura e al rischio di sanguinamento del paziente.

Che cosa significa la doppia terapia antiaggregante (DAPT)

La DAPT è un trattamento con due farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel cuore dopo un intervento chiamato procedura percutanea coronarica (PCI). Questa procedura viene fatta per migliorare il flusso di sangue nelle arterie del cuore, specialmente in presenza di malattia coronarica grave.

Durata della terapia e complessità della procedura

Alcuni pazienti hanno bisogno di procedure più complesse e quindi potrebbero avere un rischio più alto di problemi cardiaci o sanguinamenti. Studi su migliaia di pazienti hanno mostrato che:

  • Nei pazienti con procedure complesse, una DAPT di 7-12 mesi riduce il rischio di eventi cardiaci rispetto a una durata più breve di 3-6 mesi.
  • Il rischio di sanguinamento può influenzare la scelta della durata della terapia.

Importanza del rischio di sanguinamento

Alcuni pazienti hanno un alto rischio di sanguinamento (HBR). In questi casi:

  • La terapia prolungata non porta benefici aggiuntivi nel prevenire problemi cardiaci.
  • La DAPT più lunga aumenta invece il rischio di sanguinamenti importanti.

Lo studio MASTER DAPT

Questo studio ha confrontato due durate di DAPT in pazienti con alto rischio di sanguinamento, indipendentemente dalla complessità della procedura o dalla situazione clinica:

  • Un gruppo ha ricevuto la DAPT per 1 mese (terapia breve).
  • Un altro gruppo ha continuato la terapia per almeno 3 mesi (terapia standard).

I risultati principali a circa un anno hanno mostrato che:

  • La terapia breve non era peggiore della terapia standard nel prevenire eventi clinici importanti come morte, infarto o ictus.
  • La terapia breve riduceva significativamente i sanguinamenti, sia nei pazienti con procedure complesse sia in quelli con procedure più semplici.

Risultati specifici per pazienti con procedure complesse e/o sindrome coronarica acuta (SCA)

In un sottogruppo di pazienti con procedure complesse e/o SCA:

  • Non c’erano differenze importanti tra terapia breve e standard per quanto riguarda gli eventi cardiaci o cerebrali.
  • La terapia breve riduceva il rischio di sanguinamenti.

In conclusione

Nei pazienti con alto rischio di sanguinamento, una doppia terapia antiaggregante di un mese è sicura e riduce il rischio di sanguinamenti rispetto a una terapia più lunga. Questo vale sia per chi ha subito procedure coronariche complesse sia per chi ha procedure meno complesse o sindrome coronarica acuta.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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