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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/06/2022 Lettura: ~3 min

Come gestire il sospetto di amiloidosi in cardiologia?

Fonte
Giovanni Palladini, Dipartimento di Medicina Molecolare, Università di Pavia, UOC Medicina Generale 2 – Centro Amiloidosi e Malattie ad Alta Complessità, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giovanni Palladini Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

Se un cardiologo sospetta la presenza di amiloidosi, è importante agire rapidamente per capire di che tipo si tratta. Questo perché alcune forme possono peggiorare molto in fretta, ma esistono terapie efficaci se la diagnosi è tempestiva. In questa guida spieghiamo in modo semplice come procedere per riconoscere e gestire questo sospetto in modo corretto.

Che cos'è l'amiloidosi cardiaca e perché è importante riconoscerla subito

L'amiloidosi è una malattia in cui si accumulano nel cuore delle sostanze anomale chiamate proteine amiloidi. Esistono diversi tipi, ma uno in particolare, chiamato amiloidosi AL, può causare gravi problemi in tempi molto brevi, anche poche settimane o mesi.

Per questo motivo, il primo obiettivo del cardiologo è escludere che si tratti di questa forma, perché ci sono terapie che possono fermare rapidamente la malattia, anche se è già avanzata.

Come si procede per la diagnosi

Il primo passo è cercare di capire se nel sangue o nelle urine del paziente sono presenti delle componenti monoclonali. Queste sono proteine anomale prodotte da alcune cellule e possono indicare la presenza di amiloidosi AL.

Per trovarle, non basta un esame semplice come l'elettroforesi del siero, perché queste proteine sono spesso in quantità molto piccole. Sono quindi necessari esami più sensibili, come:

  • Elettroforesi con immunofissazione del sangue e delle urine, che permette di identificare queste proteine anomale con maggiore precisione.
  • Quantificazione delle catene leggere libere circolanti, cioè una misura specifica di particolari frammenti proteici nel sangue.

È importante sapere che misurare solo le catene leggere totali o fare esami solo sul sangue non è sufficiente per una diagnosi corretta.

Cosa fare se non si trovano componenti monoclonali

Se questi esami non mostrano la presenza di componenti monoclonali, il passo successivo è eseguire una scintigrafia con sostanze chiamate DPD, HMDP o PYP. Questo esame serve a individuare un altro tipo di amiloidosi, chiamata ATTR, che può essere di due forme:

  • ATTR wild-type (ATTRwt), che si sviluppa senza una causa ereditaria.
  • Forme ereditarie, causate da mutazioni genetiche nei geni della transtiretina o dell'apolipoproteina AI.

Per distinguere queste forme si eseguono test genetici specifici.

Cosa fare se si trovano componenti monoclonali o alterazioni nelle catene leggere

Se gli esami mostrano la presenza di componenti monoclonali o un rapporto anormale nelle catene leggere libere, il paziente deve essere indirizzato a un centro specializzato. Qui si possono fare esami più approfonditi, come la biopsia del tessuto cardiaco, per confermare la diagnosi e capire esattamente di quale tipo di amiloidosi si tratta.

La tipizzazione del tessuto deve essere fatta con tecniche avanzate, come la spettrometria di massa o l'immuno-microscopia elettronica, che sono molto precise.

Al contrario, metodi più semplici come l'immunoistochimica con anticorpi comuni non sono affidabili e non sono accettati per prescrivere i farmaci specifici per l'amiloidosi AL o ATTR.

In conclusione

Quando si sospetta un'amiloidosi cardiaca, è fondamentale:

  • Escludere rapidamente la forma AL, che può essere molto grave ma trattabile.
  • Usare esami specifici e sensibili per individuare componenti monoclonali.
  • Se non si trovano queste componenti, fare la scintigrafia per cercare la forma ATTR e distinguere tra forma ereditaria e non.
  • Affidare i pazienti con sospetto amiloidosi a centri specializzati per una diagnosi precisa e un trattamento adeguato.

Seguire questo percorso aiuta a identificare correttamente il tipo di amiloidosi e a offrire le migliori possibilità di cura.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giovanni Palladini

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