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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/06/2022 Lettura: ~3 min

Empagliflozin e potassio nel sangue nei pazienti con scompenso cardiaco: analisi dello studio EMPEROR-Pooled

Fonte
Ferreira et al https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehac306.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il potassio è un minerale molto importante per il nostro corpo, soprattutto per il cuore. Nei pazienti con scompenso cardiaco, i livelli di potassio nel sangue possono variare e influenzare la salute. Questo testo spiega come il farmaco empagliflozin possa aiutare a mantenere sotto controllo questi livelli, migliorando la gestione della malattia.

Che cos'è il potassio e perché è importante

Il potassio è il minerale più presente all'interno delle nostre cellule (circa il 98%) e solo una piccola parte (2%) si trova nel sangue. È fondamentale per il funzionamento normale delle cellule, in particolare per il cuore. Se il potassio nel sangue è troppo basso (ipokaliemia) o troppo alto (iperkaliemia), può causare problemi al ritmo cardiaco e, nei casi più gravi, mettere a rischio la vita.

Potassio e scompenso cardiaco

Le persone con scompenso cardiaco spesso hanno problemi con i livelli di potassio per vari motivi:

  • cambiamenti nel sistema ormonale che regolano il cuore e i reni;
  • altre malattie come insufficienza renale, diabete e l'età avanzata;
  • farmaci usati per curare lo scompenso, come diuretici e altri medicinali che influenzano il potassio.

Sia il potassio troppo basso che troppo alto sono legati a una prognosi peggiore nei pazienti con scompenso cardiaco.

Perché si teme l'iperkaliemia

L'iperkaliemia (potassio alto nel sangue) è particolarmente importante perché può limitare l'uso di alcuni farmaci che aiutano il cuore, come gli inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAASi). Questi farmaci migliorano la salute del cuore, ma se il potassio sale troppo, il loro uso può essere ridotto o interrotto.

Per questo motivo, sono in corso studi per capire se usare farmaci che legano il potassio possa aiutare a mantenere i livelli di potassio sicuri e permettere di continuare la terapia con RAASi.

Ruolo degli inibitori SGLT2 come empagliflozin

Gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (detti SGLT2i), come l'empagliflozin, sono farmaci usati inizialmente per il diabete ma che hanno mostrato benefici anche nello scompenso cardiaco. Studi precedenti hanno evidenziato che questi farmaci possono ridurre la probabilità di avere potassio alto nei pazienti con diabete, insufficienza renale e scompenso cardiaco.

Lo studio EMPEROR-Pooled

Lo studio EMPEROR-Pooled ha analizzato i dati di 9.583 pazienti con scompenso cardiaco per valutare l'effetto dell'empagliflozin sui livelli di potassio nel sangue e sull'uso di farmaci che legano il potassio.

In questo studio:

  • Il potassio alto è stato definito con valori nel sangue superiori a 5,5 o 6,0 mmol/l, oppure segnalato come evento avverso dai medici.
  • Il risultato principale era la combinazione di potassio alto segnalato o l'inizio di farmaci che legano il potassio.
  • I pazienti con potassio alto all'inizio avevano più spesso diabete, problemi cardiaci di origine ischemica, una funzione cardiaca e renale più compromessa e usavano più spesso alcuni farmaci specifici.

Risultati principali

  • L'empagliflozin ha ridotto significativamente il rischio di potassio alto o la necessità di iniziare farmaci per legare il potassio rispetto al placebo (6,5% vs 7,7%).
  • Questa riduzione è stata confermata usando diverse definizioni di potassio alto.
  • L'empagliflozin non ha aumentato in modo significativo il rischio di potassio basso.

In conclusione

Empagliflozin può aiutare a ridurre l'incidenza di potassio alto nel sangue nei pazienti con scompenso cardiaco, senza aumentare il rischio di potassio basso. Questo effetto può essere importante per permettere un trattamento più sicuro e efficace della malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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