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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/08/2022 Lettura: ~3 min

Gestione personalizzata della sindrome coronarica cronica in una paziente anziana

Fonte
Pier Luigi Temporelli, Cardiologia Riabilitativa, Istituti Clinici Scientifici Maugeri, IRCCS, Gattico-Veruno

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Pier Luigi Temporelli Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1263 Sezione: 76

Introduzione

Questo caso riguarda una donna di 77 anni con problemi cardiaci e altre condizioni di salute. Vedremo come, attraverso un approccio personalizzato, si può migliorare la sua qualità di vita e gestire al meglio la sua malattia.

Profilo della paziente

Si tratta di una signora di 77 anni con sovrappeso (indice di massa corporea 29), che conduce una vita sedentaria e fuma. Cinque anni fa ha avuto un intervento cardiaco per un problema alle arterie del cuore. Da allora ha fatto poche visite di controllo. Ha anche il diabete di tipo 2 e continua a fumare circa 10 sigarette al giorno.

Il medico ha fatto degli esami del sangue dopo due anni di assenza di controlli. I risultati mostrano un livello di colesterolo LDL (quello "cattivo") non completamente sotto controllo, un valore di zucchero nel sangue un po' alto e un aumento dell'acido urico nel sangue (iperuricemia).

Quale trattamento iniziale è stato proposto?

  • Modificare la terapia per migliorare il controllo del colesterolo e del diabete.
  • Trattare l'iperuricemia con un farmaco chiamato allopurinolo.
  • Consigliare di smettere di fumare.
  • Incoraggiare una perdita di peso e aumentare l'attività fisica aerobica (come camminare o nuotare).
  • Proporre una consulenza dietologica per migliorare l'alimentazione.

La paziente ha accettato la nuova terapia farmacologica, ma non ha seguito la consulenza dietologica, continua a fumare e rimane sedentaria perché avverte bruciori al petto durante l'attività fisica.

Nuovi sintomi e approfondimenti

Il medico ha modificato la terapia per ridurre gli effetti collaterali come la bassa pressione e la frequenza cardiaca lenta. Tuttavia, i sintomi non migliorano e la paziente viene portata dal cardiologo.

Il cardiologo ha eseguito un elettrocardiogramma (ECG) che ha mostrato un nuovo disturbo nella conduzione del cuore e un ecocardiogramma che ha evidenziato una leggera riduzione del movimento di una parte del cuore e un piccolo rigurgito della valvola mitrale.

Esame diagnostico successivo

Dato il quadro clinico e i sintomi, è stata eseguita una coronarografia, un esame che permette di vedere direttamente le arterie del cuore.

Questo ha confermato la presenza di alcune stenosi (restringimenti) e calcificazioni nei vasi, che non possono essere trattate con interventi chirurgici o angioplastica. Pertanto, la terapia deve essere medica.

Approccio terapeutico ottimale

  • Incrementare la terapia per ridurre il colesterolo LDL e migliorare il controllo del diabete.
  • Sostituire il nitrato transdermico con ranolazina, un farmaco efficace soprattutto nelle donne e nei pazienti diabetici, che aiuta a controllare i sintomi senza abbassare troppo la pressione o la frequenza cardiaca.
  • Incoraggiare un aumento graduale dell'attività fisica.
  • Rinforzare la raccomandazione di smettere di fumare.
  • Inserire un farmaco antidiabetico moderno (empagliflozina) per proteggere il cuore.
  • Affidare alla collaboratrice domestica il compito di seguire un piano alimentare corretto.

Risultati a sei mesi

La paziente ha perso peso, il colesterolo LDL è sceso a valori più sicuri, l'acido urico si è ridotto e la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca sono stabili. Inoltre, è quasi senza sintomi e pratica regolarmente attività aerobica moderata.

Cosa insegna questo caso

  • È importante raggiungere gli obiettivi di controllo dei fattori di rischio in tutti i pazienti con malattia coronarica cronica.
  • La rivascolarizzazione (interventi sui vasi coronarici) non è sempre possibile, specialmente nelle donne anziane con vasi piccoli e calcifici.
  • La terapia ottimale combina modifiche dello stile di vita e farmaci per prevenire eventi e controllare i sintomi.
  • Le linee guida suggeriscono farmaci standard, ma il medico deve personalizzare la terapia in base alle caratteristiche del singolo paziente, come nel caso di una donna con pressione bassa e battito lento.
  • L'uso di farmaci moderni senza effetti collaterali emodinamici può migliorare la qualità di vita.

In conclusione

Una gestione personalizzata e attenta dei fattori di rischio e dei sintomi, unita a un approccio medico e di stile di vita, può migliorare significativamente la salute e il benessere di pazienti con malattia coronarica cronica, anche in presenza di limitazioni all'intervento chirurgico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Pier Luigi Temporelli

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