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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/09/2022 Lettura: ~2 min

Infiammazione e rischio cardiovascolare residuo nei pazienti con malattia renale cronica: analisi dello studio CANTOS

Fonte
Ridker et al, DOI: 10.1093/eurheartj/ehac444.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come l'infiammazione e il colesterolo influenzano il rischio di problemi cardiaci in persone con malattia renale cronica già in trattamento con statine. Lo studio CANTOS ha analizzato questi fattori per capire meglio come prevenire eventi cardiovascolari in questi pazienti.

Che cosa è stato studiato

Lo studio CANTOS ha coinvolto 9.151 pazienti con infarto del miocardio stabile, tutti trattati con statine, per valutare due tipi di rischi residui che possono causare nuovi problemi cardiaci:

  • Rischio infiammatorio residuo, misurato con due proteine nel sangue: la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) e l'interleuchina-6 (IL-6).
  • Rischio da colesterolo residuo, valutato con il colesterolo LDL (quello "cattivo") e il colesterolo non-HDL, che include altri tipi di colesterolo potenzialmente dannosi.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi in base alla funzione renale, misurata con un esame chiamato filtrazione glomerulare stimata (eGFR):

  • Chi aveva una funzione renale normale o quasi (eGFR ≥ 60 mL/min/1,73 m²).
  • Chi aveva una funzione renale ridotta (eGFR < 60 mL/min/1,73 m²), ma non troppo grave.

Risultati principali

Nei pazienti con funzione renale normale o quasi, sia i livelli di colesterolo che quelli di infiammazione erano collegati a un aumento del rischio di nuovi eventi cardiaci importanti.

Invece, nei pazienti con funzione renale ridotta, solo i segni di infiammazione (hsCRP e IL-6) erano associati a un aumento del rischio. Il colesterolo LDL e non-HDL non sembravano influenzare il rischio in questo gruppo.

Questi risultati sono rimasti validi anche dopo aver considerato altri fattori importanti come età, sesso, fumo, pressione sanguigna, peso e diabete.

Importanza per la mortalità

Per quanto riguarda il rischio di morte per qualsiasi causa, nei pazienti con funzione renale ridotta, l'infiammazione era un indicatore significativo, mentre il colesterolo non lo era.

Conclusioni degli autori

Negli individui con malattia renale cronica e arteriosclerosi già in trattamento con statine, l'infiammazione residua è un fattore importante che contribuisce al rischio di nuovi eventi cardiovascolari. Questo suggerisce che per migliorare la prevenzione in questi pazienti potrebbe essere utile sviluppare trattamenti che mirano specificamente all'infiammazione.

In conclusione

Lo studio mostra che, in pazienti con malattia renale cronica, l'infiammazione continua a rappresentare un rischio significativo per problemi cardiaci, anche quando il colesterolo è controllato con le statine. Questo aiuta a capire meglio come valutare e gestire il rischio cardiovascolare in queste persone, sottolineando l'importanza di considerare l'infiammazione oltre al colesterolo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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