Che cosa è stato studiato
Lo studio CANTOS ha coinvolto 9.151 pazienti con infarto del miocardio stabile, tutti trattati con statine, per valutare due tipi di rischi residui che possono causare nuovi problemi cardiaci:
- Rischio infiammatorio residuo, misurato con due proteine nel sangue: la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) e l'interleuchina-6 (IL-6).
- Rischio da colesterolo residuo, valutato con il colesterolo LDL (quello "cattivo") e il colesterolo non-HDL, che include altri tipi di colesterolo potenzialmente dannosi.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi in base alla funzione renale, misurata con un esame chiamato filtrazione glomerulare stimata (eGFR):
- Chi aveva una funzione renale normale o quasi (eGFR ≥ 60 mL/min/1,73 m²).
- Chi aveva una funzione renale ridotta (eGFR < 60 mL/min/1,73 m²), ma non troppo grave.
Risultati principali
Nei pazienti con funzione renale normale o quasi, sia i livelli di colesterolo che quelli di infiammazione erano collegati a un aumento del rischio di nuovi eventi cardiaci importanti.
Invece, nei pazienti con funzione renale ridotta, solo i segni di infiammazione (hsCRP e IL-6) erano associati a un aumento del rischio. Il colesterolo LDL e non-HDL non sembravano influenzare il rischio in questo gruppo.
Questi risultati sono rimasti validi anche dopo aver considerato altri fattori importanti come età, sesso, fumo, pressione sanguigna, peso e diabete.
Importanza per la mortalità
Per quanto riguarda il rischio di morte per qualsiasi causa, nei pazienti con funzione renale ridotta, l'infiammazione era un indicatore significativo, mentre il colesterolo non lo era.
Conclusioni degli autori
Negli individui con malattia renale cronica e arteriosclerosi già in trattamento con statine, l'infiammazione residua è un fattore importante che contribuisce al rischio di nuovi eventi cardiovascolari. Questo suggerisce che per migliorare la prevenzione in questi pazienti potrebbe essere utile sviluppare trattamenti che mirano specificamente all'infiammazione.
In conclusione
Lo studio mostra che, in pazienti con malattia renale cronica, l'infiammazione continua a rappresentare un rischio significativo per problemi cardiaci, anche quando il colesterolo è controllato con le statine. Questo aiuta a capire meglio come valutare e gestire il rischio cardiovascolare in queste persone, sottolineando l'importanza di considerare l'infiammazione oltre al colesterolo.