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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/09/2022 Lettura: ~3 min

Approccio diagnostico all’amiloidosi cardiaca: confronto tra linee guida

Fonte
Rapezzi C, Aimo A, Serenelli M et Al. Critical Comparison of Documents from Scientific Societies on Cardiac Amyloidosis. J Am Coll Cardiol. 2022 Apr 5;79(13):1288-1303. doi: 10.1016/j.jacc.2022.01.036.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Vagnarelli - Irene Capodaglio Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

L’amiloidosi cardiaca è una malattia del cuore causata dall’accumulo di proteine anomale chiamate amiloidi. Negli ultimi anni, grazie ai progressi nella diagnosi e nelle terapie, è diventato possibile riconoscerla più facilmente e curarla meglio. Diverse società mediche hanno pubblicato raccomandazioni per guidare i medici nel riconoscere e diagnosticare questa malattia. Qui spieghiamo in modo semplice come si arriva a una diagnosi, basandoci sulle indicazioni più recenti.

Che cos’è l’amiloidosi cardiaca

L’amiloidosi cardiaca è una malattia in cui si accumula nel cuore una sostanza chiamata amiloide, un tipo di proteina anomala. Questo accumulo può danneggiare il cuore e farlo funzionare male.

Ci sono diverse forme di amiloidosi cardiaca, che si distinguono in base alla causa:

  • Forma genetica (ATTR variante o ATTRv): causata da mutazioni ereditarie della proteina transtiretina.
  • Forma acquisita (ATTR wild-type o ATTRwt): senza mutazioni genetiche, più frequente negli anziani.
  • Forma da catene leggere (AL): dovuta a un problema del midollo osseo che produce proteine anomale.
  • Altre forme più rare.

L’importanza della diagnosi precoce

Riconoscere l’amiloidosi cardiaca in modo tempestivo è fondamentale. Le società scientifiche sottolineano l’importanza di individuare le cosiddette "red flags", cioè segnali clinici o esami che fanno sospettare la malattia. Questi segnali spingono a iniziare gli accertamenti necessari.

Come si arriva alla diagnosi

Quasi tutte le linee guida propongono un percorso diagnostico in tre fasi:

  1. Sospetto diagnostico: basato sui sintomi e sulle "red flags".
  2. Conferma della presenza di amiloidosi cardiaca.
  3. Identificazione del tipo di amiloidosi, per scegliere la terapia più adatta.

Esami chiave

  • Ricerca della componente monoclonale: esami del sangue e delle urine per verificare la presenza di proteine anomale prodotte dal midollo osseo, utili per escludere o confermare la forma AL.
  • Scintigrafia con traccianti ossei: un esame di medicina nucleare che aiuta a identificare le forme ATTR senza bisogno di biopsia.

Le linee guida differiscono leggermente sull’ordine con cui eseguire questi esami. Alcune raccomandano di fare prima la ricerca della componente monoclonale, altre suggeriscono di eseguirli insieme per non perdere casi particolari.

Ruolo dell’ecocardiogramma

L’ecocardiogramma transtoracico è il primo esame da fare se si sospetta amiloidosi cardiaca. Permette di valutare la struttura e la funzione del cuore e può mostrare segni tipici della malattia. Tecniche avanzate come lo speckle tracking aiutano a studiare meglio il movimento del muscolo cardiaco.

Marcatori nel sangue

Alcuni esami del sangue come il NT-proBNP e la troponina possono aiutare a capire se il cuore è danneggiato, ma non sono specifici per l’amiloidosi. Solo alcune linee guida suggeriscono un possibile ruolo diagnostico di altri marcatori, ma non ci sono ancora indicazioni certe.

Scintigrafia e traccianti usati

In Europa si usano principalmente due traccianti marcati con tecnezio (99mTc-DPD e 99mTc-HMDP), mentre in USA, Canada e Giappone si usa il 99mTc-PYP. Un punteggio chiamato Perugini score aiuta a interpretare i risultati, con valori ≥2 che indicano amiloidosi ATTR. La tecnica SPECT migliora la precisione dell’esame.

Risonanza magnetica cardiaca (RMN)

La RMN è molto sensibile per individuare il coinvolgimento del cuore, ma non distingue i tipi di amiloidosi. Alcune linee guida la considerano utile in casi particolari, ad esempio quando altri esami non sono chiari, mentre altre non la includono come esame essenziale.

Biopsia

La biopsia, cioè il prelievo di un piccolo campione di tessuto, è fondamentale quando gli esami non sono conclusivi o si sospetta la forma AL. Può essere fatta sul cuore o su altri tessuti. Un risultato negativo da biopsia del grasso non esclude la malattia, perché questo tipo di prelievo ha una sensibilità bassa.

In conclusione

L’amiloidosi cardiaca è una malattia complessa ma oggi è possibile diagnosticarla con esami non invasivi e precisi. Le società scientifiche concordano sull’importanza di riconoscere i segnali di sospetto e di eseguire una serie di esami specifici per confermare la diagnosi e identificare il tipo di amiloidosi. Questo permette di iniziare le terapie più adatte e migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Vagnarelli - Irene Capodaglio

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