Che cosa ha studiato lo studio EMPA-HEART
Lo studio ha coinvolto 44 persone con diabete di tipo 2 e una normale funzione del ventricolo sinistro del cuore, cioè la parte del cuore che pompa il sangue al corpo. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto empagliflozin e l'altro un altro farmaco chiamato sitagliptin, entrambi per 6 mesi.
Come è stata valutata la funzione cardiaca
La capacità del cuore di contrarsi è stata misurata con un esame ecografico usando un parametro chiamato global longitudinal strain (GLS), che indica quanto bene il muscolo cardiaco si contrae. Inoltre, è stata valutata la capacità di esercizio con un test che misura il consumo massimo di ossigeno durante lo sforzo (VO2 peak).
Risultati principali
- Entrambi i gruppi hanno avuto un controllo simile della glicemia.
- Chi ha preso empagliflozin ha mostrato una leggera perdita di peso e una riduzione dell'acido urico nel sangue.
- In generale, non ci sono state differenze significative nella funzione cardiaca o nella capacità di esercizio dopo 6 mesi tra i due gruppi.
Effetti nei pazienti con lieve disfunzione cardiaca
Un aspetto importante riguarda i pazienti che all'inizio avevano una disfunzione sistolica subclinica, cioè una leggera riduzione della capacità di contrazione del ventricolo sinistro, senza sintomi evidenti. In questi pazienti, empagliflozin ha migliorato in modo significativo la funzione cardiaca già dopo 1 mese e questo miglioramento è stato mantenuto a 6 mesi. Il gruppo trattato con sitagliptin ha mostrato un miglioramento più modesto e solo dopo 6 mesi.
In conclusione
Empagliflozin può migliorare la capacità di contrazione del cuore in persone con diabete di tipo 2 che presentano una lieve disfunzione cardiaca non evidente. Questo effetto può aiutare a mantenere la salute del cuore e prevenire problemi più gravi nel tempo. Nei pazienti con funzione cardiaca normale, invece, il farmaco non ha mostrato cambiamenti significativi.