Che cos'è lo studio EMPA-KIDNEY
Lo studio ha coinvolto pazienti con malattia renale cronica, una condizione in cui i reni funzionano meno bene nel tempo. I partecipanti erano già in trattamento con farmaci per proteggere i reni, come ACE-inibitori o sartani, a meno che non avessero controindicazioni o intolleranze.
Chi ha partecipato
- Circa 6.600 pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto empagliflozin 10 mg, l'altro un placebo (farmaco senza principio attivo).
- L’età media era di 64 anni.
- Un terzo erano donne.
- Quasi la metà aveva il diabete.
- Un quarto aveva una storia di malattia cardiovascolare.
- La funzione renale media era ridotta, con un valore chiamato filtrato glomerulare di circa 37 mL/min/1,73 m2.
Cosa è stato misurato
L’obiettivo principale era vedere se il farmaco potesse rallentare la progressione della malattia renale o ridurre il rischio di morte per problemi cardiaci. In particolare, si considerava come peggioramento:
- lo sviluppo di malattia renale terminale, cioè quando i reni smettono quasi completamente di funzionare;
- una riduzione significativa e persistente della funzione renale;
- la morte per cause renali o cardiovascolari.
Risultati principali
- Il 13,1% dei pazienti trattati con empagliflozin ha raggiunto uno di questi eventi, rispetto al 16,9% di chi ha ricevuto il placebo.
- Questo significa una riduzione del rischio del 28% con empagliflozin.
- Il beneficio è stato simile sia in chi aveva malattie cardiache o diabete, sia in chi non le aveva.
- È stata anche osservata una riduzione delle ospedalizzazioni per qualsiasi motivo.
- Non sono state invece trovate differenze significative per le ospedalizzazioni specifiche per scompenso cardiaco o per la morte per cause cardiovascolari o per qualsiasi causa.
Confronto con altri studi
I risultati sono simili a quelli di un altro studio, chiamato DAPA-CKD, che ha valutato un farmaco simile, il dapagliflozin, e ha mostrato benefici simili nei pazienti con malattia renale cronica.
In conclusione
Lo studio EMPA-KIDNEY mostra che l’empagliflozin può aiutare a proteggere i reni e ridurre alcuni rischi cardiaci in persone con malattia renale cronica, sia con diabete che senza. Questi risultati confermano il valore di questa classe di farmaci, gli SGLT2-inibitori, nel trattamento di questa condizione.