Che cosa è stato studiato
Lo studio ha confrontato due strategie di vaccinazione contro l'influenza in pazienti ricoverati per sindrome coronarica acuta (un problema serio al cuore):
- Una doppia dose di vaccino antinfluenzale somministrata prima della dimissione dall'ospedale.
- La dose standard di vaccino somministrata in ambulatorio, circa 30 giorni dopo il ricovero, come previsto dalle linee guida attuali.
Lo scopo era verificare se la doppia dose fatta subito potesse ridurre meglio il rischio di problemi gravi al cuore e ai polmoni rispetto alla dose standard fatta più tardi.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio, chiamato VIP-ACS, ha coinvolto 1801 pazienti in 25 centri in Brasile, seguiti per un anno durante due stagioni influenzali. Era uno studio controllato, cioè i pazienti sono stati divisi casualmente nei due gruppi per confrontare i risultati in modo affidabile.
Quali risultati sono stati osservati
L'obiettivo principale era valutare un insieme di eventi gravi, come:
- morte per qualsiasi causa,
- infarto del miocardio (attacco di cuore),
- ictus,
- angina instabile (dolore al petto),
- ricovero per insufficienza cardiaca,
- interventi urgenti per problemi alle coronarie,
- ricovero per problemi respiratori.
I risultati hanno mostrato che non c'erano differenze significative tra i due gruppi nel rischio di questi eventi.
Anche gli eventi avversi (effetti collaterali) erano rari e simili in entrambi i gruppi.
Cosa significa questo
Fare una doppia dose di vaccino antinfluenzale subito durante il ricovero non ha dimostrato di proteggere di più rispetto alla dose standard fatta dopo la dimissione.
Quindi, la strategia attuale di vaccinazione a dose standard in ambulatorio rimane valida.
In conclusione
In pazienti ricoverati per sindrome coronarica acuta, somministrare una doppia dose di vaccino antinfluenzale prima della dimissione non riduce il rischio di problemi cardiaci o respiratori più della dose standard fatta successivamente. Entrambe le strategie sono sicure e non mostrano differenze negli effetti collaterali.