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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/11/2022 Lettura: ~2 min

Inibitori del RAS nella malattia renale cronica avanzata: continuare o interrompere la terapia?

Fonte
Bhandari S et al. N Engl J Med. 2022. doi: 10.1056/NEJMoa2210639.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La malattia renale cronica è una condizione che può peggiorare nel tempo. Alcuni farmaci, chiamati inibitori del sistema renina-angiotensina (RAS), sono usati per proteggere i reni e rallentare la malattia. Questo testo spiega cosa succede quando si continua o si interrompe questa terapia nelle fasi avanzate della malattia renale.

Che cosa sono gli inibitori del RAS?

Gli inibitori del RAS sono farmaci che aiutano a ridurre la pressione del sangue e a proteggere i reni. Tra questi ci sono gli ACE-inibitori e i sartani. Sono spesso usati nelle persone con malattia renale cronica lieve o moderata perché possono:

  • Abbassare la pressione arteriosa
  • Rallentare la perdita della funzione renale, misurata con un valore chiamato eGFR
  • Ridurre la quantità di proteine nelle urine (proteinuria)
  • Rallentare il passaggio verso stadi più gravi della malattia renale

La questione nella malattia renale cronica avanzata

Quando la malattia renale è molto avanzata (stadi 4 o 5), non ci sono molte prove che mostrino se continuare o interrompere questi farmaci sia meglio per i pazienti. Alcuni studi osservativi avevano suggerito che smettere gli inibitori del RAS potesse migliorare la funzione renale in questi casi.

Lo studio STOP ACEi

Per chiarire questo dubbio, è stato condotto uno studio chiamato STOP ACEi. In questo studio sono stati coinvolti 411 pazienti con funzione renale molto ridotta (eGFR inferiore a 30 mL/min/1,73 m2). I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • Chi ha continuato la terapia con inibitori del RAS
  • Chi ha sospeso la terapia

Dopo 3 anni di osservazione, non sono state trovate differenze importanti tra i due gruppi riguardo alla funzione renale (eGFR), che era simile in entrambi i gruppi.

Inoltre, non ci sono state differenze significative nel numero di pazienti che hanno sviluppato la malattia renale terminale o che hanno iniziato la dialisi. Anche gli effetti collaterali erano simili tra i gruppi.

In conclusione

I risultati di questo studio indicano che continuare gli inibitori del RAS è sicuro anche nelle fasi avanzate della malattia renale cronica. Non sembra esserci un vantaggio nel sospendere questi farmaci in termini di miglioramento della funzione renale o riduzione delle complicazioni. Pertanto, la terapia con inibitori del RAS può essere mantenuta in questi pazienti, sempre sotto controllo medico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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