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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/11/2022 Lettura: ~3 min

Gestione di un paziente con cardiopatia ischemica cronica e sintomi persistenti

Fonte
Knuuti J et al; ESC Scientific Document Group. 2019 ESC Guidelines for the diagnosis and management of chronic coronary syndromes. Eur Heart J. 2020 Jan 14;41(3):407-477. Neumann FJ et al, ESC Scientific Document Group. 2018 ESC/EACTS Guidelines on myocardial revascularization. Eur Heart J. 2019 Jan 7;40(2):87-165.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giovanni Teruzzi Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1263 Sezione: 76

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un uomo di 71 anni con una malattia cardiaca cronica che causa sintomi come difficoltà a respirare durante lo sforzo e dolore al petto. Viene spiegato come i medici hanno valutato e modificato la sua terapia per migliorare la sua condizione, seguendo le linee guida più aggiornate.

Chi è il paziente e qual è la sua storia medica

Il paziente è un uomo di 71 anni, ex-fumatore, con una storia familiare di problemi cardiaci. Soffre di cardiopatia ischemica cronica, cioè una riduzione del flusso di sangue al cuore dovuta a problemi nelle arterie coronarie. Ha avuto diversi interventi per migliorare la circolazione sanguigna nel cuore, con l'inserimento di stent (piccoli tubi per mantenere aperte le arterie) in diverse parti del cuore dal 2011 al 2019.

Oltre alla cardiopatia, ha altre condizioni come ipertensione arteriosa (pressione alta), colesterolo alto, diabete di tipo 2, e alcune intolleranze a farmaci comuni per il cuore.

Negli ultimi mesi, ha iniziato a sentire fiato corto durante lo sforzo e una sensazione di peso al petto, simili a quelli che aveva prima degli interventi precedenti. Per questo si è rivolto ai medici per una nuova valutazione.

La terapia attuale e i controlli recenti

Il paziente assume vari farmaci per il cuore, la pressione, il diabete e il colesterolo. Gli esami recenti mostrano che non ha anemia, la funzione renale è normale e il controllo del diabete è buono. La pressione e il battito cardiaco sono nella norma, così come l'elettrocardiogramma, che registra l'attività elettrica del cuore.

Modifiche terapeutiche consigliate

Dato che il paziente aveva già manifestato effetti collaterali con alcuni farmaci (calcio-antagonisti e nitrati), i medici hanno deciso di aggiungere Ivabradina, un farmaco che aiuta a ridurre la frequenza cardiaca senza gli effetti collaterali precedenti. Questo aiuta a migliorare i sintomi e la funzione del cuore.

Dopo alcune settimane, nonostante la frequenza cardiaca sia diminuita, il paziente continua ad avere sintomi. Per questo, i medici hanno richiesto un esame più approfondito chiamato test di imaging in wash-out farmacologico, che permette di valutare la presenza e l'estensione di aree del cuore con ridotto apporto di sangue.

Risultati degli esami e decisioni successive

L'esame ha mostrato che una parte significativa del cuore presenta ischemia, cioè una riduzione del flusso sanguigno. Per approfondire, è stata eseguita una TAC cardiaca che ha confermato la presenza di stent aperti e alcune malattie nelle arterie coronarie, ma senza lesioni che richiedano un intervento chirurgico o percutaneo immediato.

In questa situazione, i medici hanno deciso di migliorare ulteriormente la terapia medica, soprattutto per il controllo del colesterolo, abbassando il livello di LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") sotto 55 mg/dl, valore raccomandato per pazienti con alto rischio cardiovascolare.

Per raggiungere questo obiettivo, hanno sostituito la statina con una combinazione di statina ed ezetimibe, un altro farmaco che aiuta a ridurre il colesterolo. Inoltre, hanno aggiunto Ranolazina, un farmaco che aiuta a ridurre i sintomi dell'angina (dolore al petto causato da ridotto apporto di sangue al cuore).

Risultati a distanza di tre mesi

Dopo circa tre mesi, il paziente ha mostrato un buon controllo della pressione, della frequenza cardiaca e del colesterolo LDL, che è sceso a 52 mg/dL, cioè entro il target raccomandato. Inoltre, i sintomi di angina e difficoltà respiratorie durante lo sforzo sono migliorati significativamente, permettendogli una migliore qualità di vita.

In conclusione

Questo caso mostra come, in un paziente con malattia cardiaca cronica e sintomi persistenti, sia importante una valutazione accurata e l'ottimizzazione della terapia medica seguendo le linee guida aggiornate. L'aggiunta di farmaci specifici per la frequenza cardiaca e il controllo rigoroso del colesterolo possono migliorare i sintomi e la prognosi, anche quando non è possibile intervenire chirurgicamente sulle arterie coronarie.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giovanni Teruzzi

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