Che cosa ha studiato EMPA-KIDNEY
Lo studio ha coinvolto 6.609 persone con malattia renale cronica. Questi pazienti avevano una funzione renale ridotta, misurata con un esame chiamato filtrato glomerulare stimato (eGFR). Alcuni avevano un valore di eGFR tra 20 e 45, altri tra 45 e 90 ma con un segno di danno renale chiamato albuminuria (rapporto albumina/creatinina ≥200).
I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto empagliflozin 10 mg al giorno per via orale, l'altro un placebo (una pillola senza principio attivo).
Risultati principali
- Dopo circa 2 anni, il gruppo trattato con empagliflozin ha mostrato meno casi di peggioramento della malattia renale o morte per problemi cardiaci rispetto al gruppo placebo.
- In numeri: il 13,1% dei pazienti con empagliflozin ha avuto questi eventi, contro il 16,9% nel gruppo placebo.
- Questo significa una riduzione del rischio del 28% circa (hazard ratio 0,72).
- I benefici sono stati simili sia nelle persone con diabete sia in quelle senza.
- La sicurezza del farmaco è risultata buona, con un numero simile di effetti collaterali gravi nei due gruppi.
Cosa significa questo per i pazienti
Empagliflozin può aiutare a rallentare la progressione della malattia renale e a ridurre il rischio di problemi cardiaci in persone con malattia renale cronica. Questo è importante perché la malattia renale può peggiorare nel tempo e portare a complicazioni serie.
In conclusione
Lo studio EMPA-KIDNEY ha dimostrato che empagliflozin è efficace e sicuro nel ridurre il rischio di peggioramento della funzione renale e di eventi cardiaci in persone con malattia renale cronica, indipendentemente dalla presenza di diabete.