Che cos’è l’INOCA
INOCA significa "Ischemia with Non-Obstructive Coronary Arteries", ovvero ischemia (ridotto apporto di sangue al cuore) senza la presenza di ostruzioni importanti nelle arterie coronarie (cioè senza stenosi superiori al 50%).
Questa condizione è più frequente di quanto si pensi, soprattutto nelle donne. Infatti, fino al 40% delle persone che si sottopongono a esami per sospetta malattia coronarica non mostrano ostruzioni significative.
Perché è importante non fermarsi alla coronarografia
La coronarografia è un esame che mostra le arterie coronarie e le loro eventuali ostruzioni. Tuttavia, in presenza di INOCA, questo esame potrebbe non rilevare problemi, anche se il paziente ha sintomi di ischemia.
Per questo motivo, è fondamentale approfondire la diagnosi con altri esami per capire se c’è ischemia e qual è la sua causa, prima di concludere che il dolore al petto non sia di origine cardiaca.
Le cause principali di INOCA
- Disfunzione del microcircolo: problemi nei piccoli vasi sanguigni del cuore che non si vedono con la coronarografia tradizionale.
- Vasospasmo: restringimento temporaneo delle arterie coronarie causato da una contrazione eccessiva della muscolatura delle pareti arteriose.
Questi due meccanismi possono presentarsi insieme o anche in presenza di ostruzioni coronariche.
Come si diagnostica l’INOCA
Per identificare questa condizione si utilizzano sia esami non invasivi che invasivi:
- Esami non invasivi: ecocardiogramma, risonanza magnetica cardiaca, PET, SPECT, test da sforzo e angio-TC coronarica. Questi aiutano a rilevare la presenza di ischemia e a escludere o confermare ostruzioni importanti.
- Esami invasivi: misurazione della riserva di flusso coronarico (CFR) e dell’indice di resistenza del microcircolo (IMR) durante la coronarografia, che valutano la funzionalità dei piccoli vasi; test con acetilcolina per valutare la tendenza delle arterie a restringersi (vasospasmo).
La gestione dell’INOCA
La cura deve essere personalizzata e spesso richiede un approccio multidisciplinare. Non esistono ancora linee guida precise basate su studi robusti, ma alcune indicazioni sono utili:
- Stile di vita sano: alimentazione equilibrata, attività fisica, controllo del peso, gestione dello stress e astensione dal fumo.
- Controllo dei fattori di rischio: ipertensione, colesterolo alto, diabete e fumo possono contribuire alla disfunzione dei vasi e devono essere gestiti con attenzione.
- Terapia farmacologica: per l’angina vasospastica si usano calcio-antagonisti e nitrati; per l’angina microvascolare sono utili beta-bloccanti, calcio-antagonisti diidropiridinici e altri farmaci come ranolazina e ivabradina. Alcuni farmaci possono ridurre gli spasmi, ma non sempre migliorano i sintomi in modo significativo.
In conclusione
L’INOCA rappresenta una sfida per i medici perché i sintomi di ischemia possono esserci anche senza ostruzioni visibili nelle arterie coronarie. È importante non fermarsi alle immagini tradizionali ma approfondire con esami specifici per fare una diagnosi corretta e offrire il miglior trattamento possibile. Riconoscere questa condizione aiuta a migliorare la qualità di vita e a prevenire complicazioni.