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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/12/2022 Lettura: ~3 min

INOCA: quando l’assenza di ostruzioni coronariche non esclude l’ischemia

Fonte
Irene Di Matteo, U.O.C. Cardiologia 1 - Emodinamica, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Irene Di Matteo Aggiornato il 02/02/2026

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Categoria: 1289 Sezione: 2

Introduzione

L’ischemia cardiaca può presentarsi anche senza evidenti ostruzioni nelle arterie coronarie, una condizione chiamata INOCA. Questo tema è stato approfondito durante un importante congresso di cardiologia a Milano, evidenziando quanto sia importante riconoscere e diagnosticare correttamente questa situazione per migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Che cos’è l’INOCA

INOCA significa "Ischemia with Non-Obstructive Coronary Arteries", ovvero ischemia (ridotto apporto di sangue al cuore) senza la presenza di ostruzioni importanti nelle arterie coronarie (cioè senza stenosi superiori al 50%).

Questa condizione è più frequente di quanto si pensi, soprattutto nelle donne. Infatti, fino al 40% delle persone che si sottopongono a esami per sospetta malattia coronarica non mostrano ostruzioni significative.

Perché è importante non fermarsi alla coronarografia

La coronarografia è un esame che mostra le arterie coronarie e le loro eventuali ostruzioni. Tuttavia, in presenza di INOCA, questo esame potrebbe non rilevare problemi, anche se il paziente ha sintomi di ischemia.

Per questo motivo, è fondamentale approfondire la diagnosi con altri esami per capire se c’è ischemia e qual è la sua causa, prima di concludere che il dolore al petto non sia di origine cardiaca.

Le cause principali di INOCA

  • Disfunzione del microcircolo: problemi nei piccoli vasi sanguigni del cuore che non si vedono con la coronarografia tradizionale.
  • Vasospasmo: restringimento temporaneo delle arterie coronarie causato da una contrazione eccessiva della muscolatura delle pareti arteriose.

Questi due meccanismi possono presentarsi insieme o anche in presenza di ostruzioni coronariche.

Come si diagnostica l’INOCA

Per identificare questa condizione si utilizzano sia esami non invasivi che invasivi:

  • Esami non invasivi: ecocardiogramma, risonanza magnetica cardiaca, PET, SPECT, test da sforzo e angio-TC coronarica. Questi aiutano a rilevare la presenza di ischemia e a escludere o confermare ostruzioni importanti.
  • Esami invasivi: misurazione della riserva di flusso coronarico (CFR) e dell’indice di resistenza del microcircolo (IMR) durante la coronarografia, che valutano la funzionalità dei piccoli vasi; test con acetilcolina per valutare la tendenza delle arterie a restringersi (vasospasmo).

La gestione dell’INOCA

La cura deve essere personalizzata e spesso richiede un approccio multidisciplinare. Non esistono ancora linee guida precise basate su studi robusti, ma alcune indicazioni sono utili:

  • Stile di vita sano: alimentazione equilibrata, attività fisica, controllo del peso, gestione dello stress e astensione dal fumo.
  • Controllo dei fattori di rischio: ipertensione, colesterolo alto, diabete e fumo possono contribuire alla disfunzione dei vasi e devono essere gestiti con attenzione.
  • Terapia farmacologica: per l’angina vasospastica si usano calcio-antagonisti e nitrati; per l’angina microvascolare sono utili beta-bloccanti, calcio-antagonisti diidropiridinici e altri farmaci come ranolazina e ivabradina. Alcuni farmaci possono ridurre gli spasmi, ma non sempre migliorano i sintomi in modo significativo.

In conclusione

L’INOCA rappresenta una sfida per i medici perché i sintomi di ischemia possono esserci anche senza ostruzioni visibili nelle arterie coronarie. È importante non fermarsi alle immagini tradizionali ma approfondire con esami specifici per fare una diagnosi corretta e offrire il miglior trattamento possibile. Riconoscere questa condizione aiuta a migliorare la qualità di vita e a prevenire complicazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Irene Di Matteo

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