Che cosa ha studiato lo studio CANTOS
Lo studio ha coinvolto 9.151 persone che avevano avuto un infarto e che assumevano statine per ridurre il colesterolo. I ricercatori hanno osservato due tipi di rischi che possono causare problemi cardiaci:
- Il rischio infiammatorio, misurato con due sostanze nel sangue chiamate proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) e interleuchina-6 (IL-6).
- Il rischio legato al colesterolo, valutato con i livelli di colesterolo LDL (quello "cattivo") e colesterolo non HDL.
I partecipanti sono stati seguiti per circa 4 anni per vedere se avessero nuovi problemi cardiaci o se morissero.
Risultati principali
Il gruppo è stato diviso in base alla funzione renale, misurata con un esame chiamato filtrazione glomerulare stimata (eGFR). Si è considerato un valore di 60 mL/min/1,73 m2 come limite per distinguere due gruppi:
- Funzione renale normale o quasi normale (eGFR ≥ 60)
- Funzione renale ridotta (eGFR < 60)
Nel gruppo con funzione renale normale, sia i livelli di infiammazione (hsCRP e IL-6) sia quelli di colesterolo (LDL e non HDL) erano collegati a un maggiore rischio di nuovi problemi cardiaci.
Nel gruppo con funzione renale ridotta, invece, solo i livelli di infiammazione (hsCRP e IL-6) erano collegati a un aumento del rischio. I livelli di colesterolo non sembravano influire in modo significativo sul rischio in questo gruppo.
Importanza dell'infiammazione nei pazienti con insufficienza renale
Questi risultati mostrano che, nei pazienti con malattia renale cronica già trattati con statine, l'infiammazione residua è un fattore importante per il rischio di eventi cardiovascolari. Questo significa che anche se il colesterolo è controllato, l'infiammazione può continuare a causare problemi.
Inoltre, i livelli di infiammazione erano anche legati al rischio di mortalità totale in questi pazienti, mentre i livelli di colesterolo non lo erano.
Implicazioni per il futuro
Questi dati suggeriscono che per i pazienti con malattia renale cronica potrebbe essere utile sviluppare terapie che mirano a ridurre l'infiammazione, oltre a controllare il colesterolo. Questo potrebbe aiutare a ridurre il rischio di nuovi problemi cardiaci in questo gruppo ad alto rischio.
In conclusione
Lo studio CANTOS ha mostrato che nei pazienti con insufficienza renale cronica e malattia cardiaca, l'infiammazione residua è un importante fattore di rischio per eventi cardiovascolari, anche quando il colesterolo è sotto controllo con le statine. Questo evidenzia l'importanza di considerare l'infiammazione come un possibile bersaglio terapeutico per migliorare la salute di questi pazienti.