Che cos'è lo studio FOURIER
Lo studio FOURIER ha valutato l'effetto di evolocumab, un farmaco che agisce bloccando una proteina chiamata PCSK9, utile per ridurre il colesterolo nel sangue. Lo scopo era capire se questo trattamento potesse diminuire il rischio di problemi cardiovascolari, come infarti o ictus, rispetto a un placebo (farmaco finto).
Le osservazioni di Erviti e collaboratori
Un gruppo di ricercatori, guidato da Erviti, ha analizzato i dati disponibili pubblicamente e ha trovato alcune incongruenze nei dati sulla mortalità. In particolare, per il 41,4% dei decessi, la causa di morte indicata dal comitato di controllo dello studio differiva da quella riportata dal medico che seguiva il paziente.
Erviti e colleghi hanno notato che:
- Le morti per cause cardiache erano più numerose nel gruppo trattato con evolocumab (113) rispetto al gruppo placebo (88), ma questa differenza non era statisticamente significativa.
- Le morti per altre cause vascolari erano simili nei due gruppi.
- La valutazione del rischio di mortalità cardiovascolare dopo la loro analisi mostrava un aumento relativo (non significativo) nel gruppo evolocumab.
La risposta degli autori dello studio originale
Gli autori dello studio FOURIER hanno risposto sottolineando che:
- È normale trovare differenze tra la causa di morte indicata dal medico locale e quella decisa dal comitato per gli eventi clinici, che ha più informazioni a disposizione.
- Il rapporto completo dello studio (Clinical Study Report) non sempre contiene tutte le informazioni usate dal comitato, quindi può risultare incompleto.
- Nel loro studio originale, evolocumab non ha mostrato una riduzione significativa della mortalità cardiovascolare, probabilmente anche a causa del follow-up (periodo di osservazione) relativamente breve di 2,2 anni.
Perché il periodo di osservazione è importante
Gli studi su farmaci che abbassano il colesterolo spesso necessitano di un periodo di osservazione più lungo per mostrare benefici chiari sulla mortalità. A sostegno di questo, uno studio successivo chiamato FOURIER-OLE, con un follow-up mediano di 5 anni, ha dimostrato che i pazienti trattati con evolocumab avevano un rischio di morte cardiovascolare inferiore del 23% rispetto a quelli con placebo.
In conclusione
Lo studio FOURIER ha mostrato che evolocumab riduce il rischio di eventi cardiovascolari, ma non ha evidenziato una riduzione significativa della mortalità cardiovascolare nel breve periodo. Alcuni ricercatori hanno sollevato dubbi sui dati di mortalità, ma gli autori originali spiegano che le differenze nei dati sono normali e che un periodo di osservazione più lungo è necessario per valutare l'effetto sulla mortalità. Studi successivi con tempi più lunghi suggeriscono un beneficio nel ridurre i decessi cardiovascolari.