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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/12/2025 Lettura: ~3 min

Lipoproteina(a) e demenza: cosa dice la ricerca

Fonte
Thomas PE et al. Eur Heart J. 2025. doi: 10.1093/eurheartj/ehaf465.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Abstract

Se hai mai sentito parlare di lipoproteina(a) nei tuoi esami del sangue, potresti chiederti se questa sostanza influenzi il rischio di sviluppare demenza. Un grande studio internazionale ha cercato di rispondere a questa domanda, analizzando i dati di oltre 539.000 persone. I risultati mostrano che il legame tra lipoproteina(a) e demenza è più complesso di quanto si pensasse.

Cos'è la lipoproteina(a)

La lipoproteina(a), spesso abbreviata come Lp(a), è una sostanza presente nel sangue che trasporta il colesterolo. I suoi livelli sono determinati principalmente dai tuoi geni e cambiano poco durante la vita, anche con dieta o farmaci tradizionali.

Questa sostanza è già nota per aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. Ma può influenzare anche il cervello e il rischio di demenza?

💡 Due tipi principali di demenza

La ricerca ha studiato due forme di demenza:

  • Malattia di Alzheimer: la forma più comune, causata dall'accumulo di proteine anomale nel cervello
  • Demenza vascolare: causata da problemi ai vasi sanguigni del cervello, spesso dopo ictus ripetuti

Cosa ha scoperto lo studio

I ricercatori hanno seguito per decenni tre grandi gruppi di persone: due studi danesi (tra cui il Copenhagen General Population Study) e uno britannico (UK Biobank). In totale, oltre 539.000 persone sono state monitorate per un periodo fino a 30 anni.

I risultati principali sono stati sorprendenti:

  • Non è emersa una relazione diretta e chiara tra i livelli di Lp(a) nel sangue e il rischio di sviluppare demenza
  • Solo nello studio britannico si è osservato un leggero aumento del rischio di demenza vascolare nelle persone con Lp(a) più alta
  • Negli studi danesi questo collegamento non è stato confermato

⚠️ Un fattore importante da considerare

I ricercatori hanno dovuto tenere conto del fatto che molte persone con Lp(a) alta muoiono per malattie cardiovascolari prima di poter sviluppare la demenza. Questo fenomeno, chiamato "rischio competitivo di morte", può influenzare i risultati degli studi.

Il ruolo della genetica

Oltre ai livelli nel sangue, i ricercatori hanno analizzato anche le caratteristiche genetiche della Lp(a). Hanno scoperto che esistono diverse isoforme (varianti) di questa sostanza, determinate dal numero di ripetizioni di una sequenza genetica chiamata KIV-2.

Le persone con isoforme più piccole (con poche ripetizioni KIV-2) avevano:

  • Livelli più alti di Lp(a) nel sangue
  • Un rischio leggermente maggiore di sviluppare la malattia di Alzheimer

Questo suggerisce che non sono solo i livelli di Lp(a) a contare, ma anche la sua struttura genetica.

✅ Cosa significa per te

Se hai la Lp(a) alta negli esami del sangue:

  • Non allarmarti: il legame con la demenza non è ancora chiaro
  • Concentrati sulla prevenzione cardiovascolare, dove il ruolo della Lp(a) è più consolidato
  • Parla con il tuo medico delle strategie per proteggere cuore e cervello
  • Mantieni uno stile di vita sano: è sempre la migliore prevenzione

Prospettive future

Questi risultati arrivano in un momento importante: sono in sviluppo nuovi farmaci che possono ridurre significativamente i livelli di Lp(a). Capire se questi trattamenti possano proteggere anche dal rischio di demenza sarà fondamentale per le decisioni terapeutiche future.

Il dottor Vincenzo Castiglione e il suo team di ricerca sottolineano che servono ancora studi più approfonditi per chiarire definitivamente questo legame complesso.

In sintesi

Il rapporto tra lipoproteina(a) e demenza è più complicato di quanto si pensasse inizialmente. Avere livelli bassi di Lp(a) non sembra ridurre il rischio di demenza, mentre livelli molto alti o particolari varianti genetiche potrebbero aumentarlo leggermente. La ricerca continua per chiarire questi aspetti e sviluppare strategie di prevenzione più efficaci.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione
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