Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha esaminato 257 persone con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 23, cioè con un peso che può essere considerato sopra la media. Hanno valutato la quantità di grasso presente in diverse parti del corpo, in particolare nel fegato, nel pancreas e nell'addome, usando una risonanza magnetica (RM).
Inoltre, hanno fatto un test chiamato test di tolleranza glucidica orale (OGTT), che serve a capire come il corpo gestisce lo zucchero dopo averlo bevuto.
Cosa significa disglicemia
La disglicemia indica una condizione in cui i livelli di zucchero nel sangue non sono normali. Può essere una forma di pre-diabete o diabete. Le definizioni usate in questo studio seguono quelle dell'American Diabetes Association:
- Glicemia a digiuno (zucchero nel sangue a stomaco vuoto) uguale o superiore a 126 mg/dl indica diabete.
- Glicemia a 2 ore dal test uguale o superiore a 200 mg/dl indica diabete.
- Valori intermedi indicano pre-diabete.
Risultati principali
- Le persone con diabete avevano una quantità maggiore di grasso nel fegato e di grasso viscerale (quello intorno agli organi interni) rispetto a chi aveva una normale tolleranza allo zucchero.
- Non c'erano differenze significative nella quantità di grasso nel pancreas o sotto la pelle tra chi aveva o meno problemi di zucchero.
- Il grasso nel fegato è risultato un fattore di rischio indipendente per la disglicemia, cioè aumentava il rischio anche considerando altri fattori.
- Al contrario, l'aumento del grasso viscerale e del grasso nel pancreas non era collegato a un aumento del rischio di problemi con lo zucchero nel sangue.
Cosa significa tutto questo
Questi risultati indicano che il grasso accumulato nel fegato può essere un segnale più importante per il rischio di sviluppare problemi di zucchero nel sangue rispetto al grasso accumulato in altre zone come il pancreas o sotto la pelle.
In conclusione
Il grasso nel fegato è strettamente collegato a un aumento del rischio di problemi come il diabete. Monitorare e comprendere questo aspetto può aiutare a riconoscere chi è più a rischio di sviluppare alterazioni nel metabolismo dello zucchero.