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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/05/2023 Lettura: ~3 min

Sindrome di Brugada

Fonte
Andrea Saglietto, Divisione di Cardiologia, Dipartimento Cardiovascolare e Toracico, A.O.U. Città della Salute e della Scienza, Torino; Dipartimento di Scienze Mediche, Università degli Studi di Torino

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andrea Saglietto Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1294 Sezione: 2

Introduzione

La sindrome di Brugada è una condizione cardiaca che può causare episodi di svenimento o, in casi rari, morte improvvisa. Si riconosce grazie a un particolare segno nell'elettrocardiogramma (ECG) e può essere ereditaria. Negli ultimi trent'anni, la ricerca ha fatto molti progressi, ma alcune domande restano ancora aperte. Questo testo spiega in modo semplice cosa sappiamo oggi e quali sono le nuove scoperte in corso.

Che cos'è la sindrome di Brugada

La sindrome di Brugada è una malattia che si manifesta con un pattern caratteristico nell'elettrocardiogramma (ECG). Questo segno è simile a un blocco di branca destra, ma con un particolare aumento del tratto ST nelle derivazioni precordiali destre, che sembra una "tenda". La sindrome si presenta in persone senza problemi strutturali del cuore, ma che possono avere episodi di svenimento o, in casi più gravi, morte improvvisa.

Come si riconosce

Per parlare di sindrome di Brugada è necessario trovare questo pattern specifico nell'ECG. Esistono però altri segni simili, chiamati tipo 2 e tipo 3, che non sono sufficienti per la diagnosi ma possono far sospettare la malattia.

Il pattern tipico può comparire e scomparire nel tempo, anche nella stessa persona. A volte, per evidenziarlo, si usano farmaci che bloccano i canali del sodio nel cuore, come l'ajmalina o la flecainide. Questi farmaci possono "smascherare" il segno e aiutare nella diagnosi.

Chi è più a rischio

  • Gli uomini hanno un rischio maggiore di morte improvvisa rispetto alle donne.
  • Chi ha sintomi come svenimenti o episodi di arresto cardiaco ha un rischio più alto rispetto a chi non ha sintomi.
  • Lo studio elettrofisiologico, che cerca di provocare aritmie per valutare il rischio, può aiutare a capire chi è più a rischio, anche se non è sempre chiaro quanto sia affidabile.

Trattamenti disponibili

Nei pazienti con sintomi o con alto rischio, si può impiantare un defibrillatore, un dispositivo che interviene in caso di aritmie pericolose. Negli ultimi anni, si sta diffondendo anche una terapia chiamata ablazione, che usa radiofrequenze per eliminare le aree anomale del cuore responsabili delle aritmie, specialmente nel ventricolo destro.

Nuove idee sulla sindrome di Brugada

Recenti studi suggeriscono che la sindrome di Brugada non sia solo una malattia del cuore, ma una condizione che coinvolge tutto l'organismo, con alterazioni metaboliche e genetiche complesse. Infatti:

  • Oltre al gene SCN5A, che controlla un canale del sodio nel cuore, sono coinvolti molti altri geni legati a proteine strutturali del cuore, allo sviluppo embrionale, al sistema nervoso autonomo e al metabolismo.
  • Spesso i pazienti con sindrome di Brugada hanno anche altre malattie come epilessia, problemi alla tiroide, diabete o tumori.
  • Le cellule del sangue di questi pazienti mostrano cambiamenti nelle proteine e un numero maggiore di mutazioni genetiche, soprattutto in assenza della mutazione SCN5A.

In conclusione

In trent'anni abbiamo imparato molto sulla sindrome di Brugada, dalla sua diagnosi al trattamento. Tuttavia, nuovi studi stanno cambiando la nostra visione, indicando che si tratta di una malattia complessa che coinvolge più sistemi del corpo. La ricerca continua per capire meglio questa condizione e migliorare la cura delle persone che ne sono affette.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andrea Saglietto

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