Che cos'è la fibrillazione atriale e il rischio di ictus
La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco che può aumentare la possibilità di avere un ictus ischemico, cioè un blocco del flusso di sangue al cervello. Per prevenire l’ictus, spesso si usano farmaci chiamati anticoagulanti orali, che aiutano a evitare la formazione di coaguli nel sangue.
Quando non si possono usare gli anticoagulanti
Alcune persone con FA non possono assumere questi farmaci a causa di rischi di sanguinamento o altre controindicazioni. In questi casi, una procedura alternativa è la chiusura percutanea dell’auricola sinistra (LAAO). Questa tecnica consiste nel chiudere una piccola parte del cuore chiamata auricola sinistra, dove si formano spesso i coaguli responsabili dell’ictus.
La situazione nei pazienti con tumore
I pazienti con tumori hanno un rischio più alto sia di formare coaguli (trombosi) sia di sanguinare. Per questo motivo, si sa poco su quanto sia sicura ed efficace la chiusura percutanea dell’auricola sinistra in queste persone.
Lo studio condotto
Uno studio ha analizzato 55 pazienti con FA non valvolare e tumore, trattati con la chiusura percutanea dell’auricola sinistra tra il 2017 e il 2020 presso la Mayo Clinic. La maggior parte erano uomini con un’età media di 79 anni. Questi pazienti avevano un alto rischio di ictus e molti avevano già avuto episodi di sanguinamento.
Risultati principali nel primo anno dopo la procedura
- Un solo caso di ictus ischemico (1,4%)
- Cinque casi di sanguinamento (10,7%)
- Tre decessi (6,5%)
Questi risultati sono stati confrontati con quelli di pazienti senza tumore che avevano fatto la stessa procedura. Non sono state trovate differenze significative nel rischio di ictus, sanguinamento o mortalità tra i due gruppi.
In conclusione
La chiusura percutanea dell’auricola sinistra nei pazienti con tumore e fibrillazione atriale sembra essere una procedura sicura ed efficace. Aiuta a ridurre il rischio di ictus senza aumentare il rischio di sanguinamento, in modo simile a quanto avviene nei pazienti senza tumore.