Cos'è l'ipercolesterolemia familiare nei bambini?
L'ipercolesterolemia familiare (una condizione ereditaria che causa livelli molto elevati di colesterolo nel sangue fin dalla nascita) è una delle cause più comuni di colesterolo alto nei bambini e negli adolescenti.
In particolare, la forma più diffusa si chiama ipercolesterolemia familiare eterozigote: significa che il bambino ha ereditato una copia difettosa del gene responsabile dal solo uno dei due genitori. Questo porta a livelli di colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") molto più alti del normale fin dalla giovane età.
Se non trattata, questa condizione può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari (problemi al cuore e alle arterie) già in età adulta precoce. Per questo motivo, intervenire per tempo è importante.
💡 Cos'è il colesterolo LDL?
Il colesterolo è una sostanza grassa presente nel sangue. Ne esistono diversi tipi. Il colesterolo LDL è quello che, se presente in eccesso, tende a depositarsi nelle pareti delle arterie, restringendole e aumentando il rischio di infarto e ictus. Per questo viene spesso chiamato "colesterolo cattivo". Tenerlo sotto controllo fin da giovani è uno degli obiettivi principali della terapia nell'ipercolesterolemia familiare.
Cosa dice la ricerca scientifica sulle terapie
Un recente studio scientifico ha analizzato i risultati di otto revisioni sistematiche (raccolte di studi clinici) che riguardano bambini e adolescenti con colesterolo alto. I ricercatori hanno valutato sia i farmaci che gli interventi sullo stile di vita.
Ecco cosa emerge in modo chiaro:
- Le statine (farmaci che riducono la produzione di colesterolo nel fegato) sono il trattamento più studiato ed efficace per i bambini con ipercolesterolemia familiare.
- In una analisi che ha coinvolto 669 bambini, le statine hanno ridotto il colesterolo LDL di circa il 32% rispetto a chi non assumeva il farmaco.
- Anche altri farmaci hanno mostrato risultati positivi, come vedremo nel prossimo paragrafo.
Quali altri farmaci sono disponibili?
Oltre alle statine, esistono altre opzioni terapeutiche per i bambini che non raggiungono i valori di colesterolo desiderati con le sole statine.
- Ezetimibe (un farmaco che riduce l'assorbimento del colesterolo nell'intestino): ha prodotto una riduzione media del colesterolo LDL di 63 mg/dL (milligrammi per decilitro, l'unità di misura usata per il colesterolo nel sangue).
- Inibitori di PCSK9 (farmaci più recenti, somministrati per iniezione, che bloccano una proteina che ostacola l'eliminazione del colesterolo dal sangue): due di questi farmaci, chiamati evolocumab e alirocumab, hanno ridotto il colesterolo LDL rispettivamente del 43,3% e del 33,8%.
- Sequestranti degli acidi biliari (farmaci che legano i sali biliari nell'intestino, riducendo il colesterolo) e fibrati (un'altra classe di farmaci ipolipemizzanti, cioè che abbassano i grassi nel sangue) hanno mostrato effetti positivi, ma con prove scientifiche meno solide.
💊 Come funzionano le statine?
Le statine agiscono principalmente nel fegato, riducendo la quantità di colesterolo che l'organismo produce da solo. In questo modo, il fegato è "costretto" a prelevare più colesterolo dal sangue, abbassandone i livelli. Sono i farmaci più prescritti al mondo per il colesterolo alto e vengono usati anche nei bambini con ipercolesterolemia familiare da diversi decenni. Nel breve termine, gli studi non hanno mostrato differenze significative negli effetti indesiderati rispetto a chi non assume il farmaco. Tuttavia, mancano ancora dati sufficienti sulla sicurezza a lunghissimo termine, cioè su cosa succede se si inizia la terapia da bambini e la si continua per molti anni.
Dieta e stile di vita: utili, ma non sufficienti da soli
Molti genitori si chiedono se sia possibile gestire il colesterolo alto del proprio figlio solo con l'alimentazione e l'attività fisica. La risposta, almeno nell'ipercolesterolemia familiare, è che questi interventi da soli non bastano.
Lo studio ha mostrato che dieta e stile di vita hanno effetti limitati sui livelli di colesterolo nei bambini con ipercolesterolemia familiare. Questo perché in questa condizione il problema è principalmente genetico, non legato alle abitudini alimentari.
Anche il counselling comportamentale (un percorso di supporto per modificare le abitudini quotidiane) ha prodotto riduzioni modeste e non durature del colesterolo nei bambini con dislipidemia multifattoriale (colesterolo alto causato da più fattori, non solo genetici).
Questo non significa che uno stile di vita sano non sia importante: lo è sempre. Ma nell'ipercolesterolemia familiare, la terapia farmacologica rimane il pilastro principale del trattamento.
⚠️ Segnali a cui prestare attenzione
Se tuo figlio sta seguendo una terapia per il colesterolo, tieni d'occhio questi segnali e parlane subito con il medico:
- Dolori muscolari insoliti o debolezza, soprattutto se diffusi
- Stanchezza eccessiva non spiegata da altre cause
- Dolori addominali o problemi digestivi persistenti
- Colorazione gialla della pelle o degli occhi (ittero)
- Qualsiasi cambiamento improvviso nello stato di salute generale
Non interrompere mai la terapia da solo: parla sempre prima con il medico di tuo figlio.
✅ Cosa puoi fare come genitore
- Chiedi al medico di tuo figlio qual è l'obiettivo di colesterolo LDL da raggiungere e come si monitora nel tempo.
- Assicurati che tuo figlio faccia i controlli del sangue regolarmente, come indicato dal medico.
- Promuovi comunque uno stile di vita sano: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e niente fumo sono sempre utili.
- Chiedi al medico se altri familiari dovrebbero essere sottoposti a screening (controllo del colesterolo), poiché l'ipercolesterolemia familiare è ereditaria.
- Non avere paura di fare domande: chiedi al medico cosa si sa e cosa ancora non si sa sulla sicurezza a lungo termine dei farmaci usati nei bambini.
- Se tuo figlio ha difficoltà ad accettare la terapia, parlane con il medico: esistono diverse formulazioni e strategie per rendere il trattamento più semplice da seguire.
In sintesi
Le statine sono oggi il trattamento più efficace per ridurre il colesterolo LDL nei bambini con ipercolesterolemia familiare, con una riduzione media di circa il 32%. Anche altri farmaci come ezetimibe e gli inibitori di PCSK9 possono essere utili quando le statine da sole non bastano. La dieta e lo stile di vita, pur importanti, non sono sufficienti da soli in questa condizione. Mancano ancora dati completi sulla sicurezza a lunghissimo termine: per questo è fondamentale seguire i controlli regolari e mantenere un dialogo aperto con il medico di tuo figlio.