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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/06/2023 Lettura: ~3 min

Il ruolo degli eosinofili nell'aterosclerosi

Fonte
Meng et al - https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehad262.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Gli eosinofili sono un tipo di globuli bianchi del sangue noti soprattutto per il loro coinvolgimento nelle allergie. Tuttavia, studi recenti suggeriscono che potrebbero avere un ruolo anche nelle malattie cardiovascolari, in particolare nell'aterosclerosi, una condizione che riguarda l'indurimento e il restringimento delle arterie. Qui spieghiamo in modo semplice cosa sono gli eosinofili e come potrebbero influenzare la salute del cuore e dei vasi sanguigni.

Che cosa sono gli eosinofili

Gli eosinofili sono cellule del sangue che si formano nel midollo osseo, la parte interna delle ossa. Sono noti soprattutto perché partecipano alle reazioni allergiche. Queste cellule circolano nel sangue e si spostano verso i punti in cui c'è infiammazione, cioè dove il corpo sta combattendo un problema.

All'interno degli eosinofili ci sono piccole sacche chiamate granuli che contengono sostanze come citochine (messaggeri chimici), proteine e fattori di crescita. Tra queste sostanze ci sono anche la proteina cationica eosinofila (ECP) e la neurotossina derivata dagli eosinofili (EDN), che aiutano le cellule a comunicare tra loro e a rispondere all'infiammazione.

Il ruolo degli eosinofili nelle malattie cardiovascolari

Il loro ruolo nelle malattie del cuore e dei vasi sanguigni non è ancora del tutto chiaro. Alcuni studi hanno mostrato risultati diversi:

  • Uno studio turco ha trovato che nei pazienti con infarto del miocardio grave (STEMI), chi aveva una bassa quantità di eosinofili nel sangue al momento del ricovero aveva un rischio più alto di morte o di eventi cardiaci gravi durante il ricovero.
  • Uno studio cinese su migliaia di pazienti ha osservato che chi aveva malattie coronariche gravi tendeva ad avere una conta di eosinofili più bassa rispetto a chi non aveva problemi alle arterie.

Questi risultati suggeriscono che avere una quantità normale o alta di eosinofili potrebbe essere protettivo per il cuore, ma non è ancora confermato.

Risultati contrastanti da studi su animali

Studi su topi senza eosinofili hanno mostrato che la mancanza di queste cellule può peggiorare i danni al cuore dopo un infarto o in caso di altre lesioni. In questi animali, l'assenza di eosinofili ha portato a un peggioramento della funzione cardiaca e a un aumento di problemi nelle arterie.

Tuttavia, in altri esperimenti, la mancanza di eosinofili ha ridotto la formazione di placche nelle arterie, suggerendo che gli eosinofili potrebbero anche contribuire allo sviluppo dell'aterosclerosi.

Come gli eosinofili possono influenzare la calcificazione delle arterie

Uno studio recente ha mostrato che gli eosinofili si accumulano nelle placche aterosclerotiche, cioè nelle zone dove si formano i depositi che restringono le arterie. Nei topi senza eosinofili, la crescita di queste placche era più lenta e c'era meno calcificazione, cioè meno deposito di calcio nelle pareti arteriose.

Questa protezione scompariva quando ai topi venivano dati eosinofili normali o particolari proteine rilasciate dagli eosinofili, come la proteina mEar1, simile all'ECP umana.

Gli eosinofili e queste proteine sembrano agire su specifici recettori nelle cellule muscolari lisce delle arterie, attivando una via di segnalazione chiamata BMPR-1A/1B-Smad-1/5/8-Runx2. Questo processo favorisce la trasformazione delle cellule muscolari in cellule che accumulano calcio, contribuendo così alla calcificazione e alla formazione delle placche.

Conferme negli studi sull'uomo

In uno studio su migliaia di uomini, è stata trovata una correlazione tra la quantità di eosinofili nel sangue, i livelli di ECP e la calcificazione delle arterie, confermando il possibile ruolo di queste cellule nella salute vascolare.

In conclusione

Gli eosinofili sono cellule del sangue coinvolte non solo nelle allergie ma anche in processi legati alle malattie cardiovascolari. Possono influenzare la formazione e la calcificazione delle placche nelle arterie attraverso il rilascio di proteine specifiche che agiscono sulle cellule delle pareti arteriose. Tuttavia, il loro ruolo esatto nell'aterosclerosi è ancora oggetto di studio e non completamente definito.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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