Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di oltre 90.000 adulti di mezza età senza diabete, raccolti nel Regno Unito. Hanno usato un accelerometro da polso, un dispositivo che misura in modo oggettivo quanto si muove una persona e quanta energia spende durante l’attività fisica. Questa misura si chiama physical activity energy expenditure (PAEE), cioè l’energia consumata grazie al movimento.
I risultati principali
- È stata trovata una relazione diretta tra l’aumento di PAEE e la riduzione del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.
- In particolare, un aumento di PAEE corrispondente a circa 20 minuti di camminata veloce al giorno riduce il rischio di diabete dell’11%.
- Questa riduzione del rischio è indipendente dal peso corporeo, misurato con l’indice di massa corporea (BMI).
- L’effetto protettivo dell’attività fisica è risultato più forte negli uomini rispetto alle donne.
- Il beneficio è stato minore nelle persone con obesità.
- Fare attività fisica di intensità moderata o vigorosa riduce il rischio di diabete anche a parità di energia spesa.
Cosa significa tutto questo
Questi risultati confermano che muoversi ogni giorno è molto importante per prevenire il diabete di tipo 2. Usare dispositivi come l’accelerometro da polso permette di misurare con precisione l’attività fisica, superando i limiti delle informazioni basate solo sul racconto delle persone. In questo modo si può avere una visione più chiara di quanto movimento serve per proteggersi dal diabete.
In conclusione
Lo studio dimostra che aumentare l’attività fisica quotidiana, anche con semplici gesti come camminare velocemente per 20 minuti, riduce significativamente il rischio di diabete di tipo 2. Misurare l’attività con strumenti oggettivi aiuta a confermare l’importanza del movimento per la salute e supporta le raccomandazioni di fare esercizio regolarmente per prevenire questa malattia.