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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/06/2023 Lettura: ~2 min

Seguire il cuore ma anche il cervello: l’infarto miocardico accelera il declino cognitivo

Fonte
Johansen M, Association Between Acute Myocardial Infarction and Cognition. JAMA Neurology. 2023; doi: 10.1001/jamaneurol.2023.1331.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Chiriacò Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Un recente studio ha esaminato come un infarto al cuore possa influenzare la memoria e le capacità di pensiero nel tempo. I risultati mostrano che, anche se subito dopo l'infarto non si notano cambiamenti evidenti, nel lungo periodo la funzione cerebrale può peggiorare più rapidamente. È importante conoscere questi aspetti per prendersi cura sia del cuore che del cervello.

Che cosa ha studiato la ricerca

Lo studio ha analizzato i dati di oltre 30.000 adulti senza precedenti problemi di cuore, ictus o demenza. Ha confrontato chi ha avuto un infarto miocardico (IM) con chi non l'ha avuto, osservando la memoria e la capacità di organizzare e pianificare (funzione esecutiva) nel tempo.

Cosa è emerso

  • Subito dopo l'infarto, non si è visto un calo improvviso della memoria o delle funzioni cognitive.
  • Nel tempo, però, chi ha avuto un infarto ha mostrato un declino più rapido delle capacità cognitive rispetto a chi non l'ha avuto.
  • Questo andamento è stato osservato analizzando dati raccolti tra il 1971 e il 2019, con un periodo medio di osservazione di circa 6 anni.
  • Il declino cognitivo è stato più marcato negli uomini e nelle persone di origine bianca rispetto alle donne e alle persone di origine nera.
  • Il peggioramento non è stato spiegato dalla comparsa di ictus o di fibrillazione atriale (un tipo di problema del ritmo cardiaco).

Possibili spiegazioni

Secondo un commento collegato allo studio, alcuni fattori potrebbero spiegare questa associazione tra infarto e declino cognitivo:

  • Disfunzione cardiaca progressiva: l’infarto può causare un indebolimento del cuore che porta a cambiamenti nella pressione del sangue e nel flusso di sangue al cervello.
  • Ischemia cerebrale: una riduzione del flusso di sangue al cervello che può danneggiare le cellule cerebrali.
  • Infiammazione cronica: dopo l’infarto, il corpo può mantenere uno stato di infiammazione che può influire negativamente sul cervello.
  • Aumento del rischio di depressione: la depressione è collegata a un maggior rischio di problemi cognitivi e demenza.

In conclusione

Un infarto al cuore non causa un calo immediato delle capacità mentali, ma nel tempo può accelerare il declino della memoria e delle funzioni cognitive. Questo effetto sembra legato a cambiamenti nel funzionamento del cuore e del cervello, oltre che a fattori come l’infiammazione e la depressione. Conoscere questa relazione aiuta a sottolineare l’importanza di prendersi cura della salute del cuore anche per proteggere il cervello.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Chiriacò

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