CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 07/04/2010 Lettura: ~4 min

Arteriopatie periferiche: un esame semplice può salvarti la vita

Fonte
A cura di: Francesca Santi, Eugenio Roberto Cosentino, Claudio Borghi, Unità Operativa di Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Clinica e Biotecnologia Applicata “D. Campanacci”, Università degli Studi di Bologna, Policlinico S. Orsola-Malpighi Bologna

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 11 Sezione: 2

Abstract

Se hai più di 60 anni o soffri di diabete, ipertensione o hai mai fumato, potresti avere le arteriopatie periferiche senza saperlo. Queste malattie delle arterie aumentano molto il rischio di infarto e ictus, ma spesso non danno sintomi evidenti. La buona notizia? Un esame semplice di 15 minuti può individuarle e aiutarti a proteggerti.

Cosa sono le arteriopatie periferiche

Le arteriopatie periferiche (chiamate anche PAD) sono malattie che colpiscono le arterie di tutto il corpo, tranne quelle del cuore. Possono interessare le arterie dell'aorta (la più grande arteria del corpo), del collo, degli organi interni e soprattutto delle gambe.

La causa principale è l'aterosclerosi (l'indurimento e il restringimento delle arterie dovuto all'accumulo di grassi e altre sostanze). Quando questo processo colpisce le arterie periferiche, significa che probabilmente sta interessando anche quelle del cuore e del cervello.

⚠️ Perché devi preoccupartene

Se hai le arteriopatie periferiche, il tuo rischio di problemi gravi aumenta notevolmente:

  • Infarto: rischio aumentato dal 20% al 60%
  • Ictus: rischio aumentato del 40%
  • Morte per malattie cardiache: rischio da 2 a 6 volte maggiore

Chi è più a rischio

Le arteriopatie periferiche diventano più comuni con l'età: colpiscono circa il 20% delle persone over 70. Ma non è solo una questione di anni.

I principali fattori di rischio sono:

  • Diabete (il fattore di rischio più importante)
  • Ipertensione (pressione alta)
  • Colesterolo alto e altri problemi dei grassi nel sangue
  • Fumo (anche se hai smesso, il rischio rimane elevato per anni)
  • Età avanzata

Il problema: spesso non te ne accorgi

Ecco il punto più insidioso delle arteriopatie periferiche: nella maggior parte dei casi non danno sintomi evidenti.

Solo il 20% delle persone sviluppa il sintomo classico: dolore alle gambe quando cammina che passa con il riposo (chiamato claudicatio intermittente). Gli altri possono avere:

  • Dolori alle gambe meno specifici
  • Dolori anche a riposo
  • Nessun sintomo

Proprio per questo motivo, molte persone con arteriopatie periferiche non ricevono le cure preventive di cui avrebbero bisogno.

💡 L'indice caviglia-braccio: il tuo alleato

L'ABI (indice caviglia-braccio) è un esame che confronta la pressione del sangue misurata alle caviglie con quella misurata alle braccia. È come fare due misurazioni della pressione, ma in punti diversi del corpo.

Il medico usa un normale misuratore di pressione e una piccola sonda a ultrasuoni (chiamata Doppler) che "sente" il flusso del sangue nelle arterie.

Come funziona l'esame ABI

L'esame è molto semplice e dura circa 15 minuti:

  1. Ti sdrai su un lettino per almeno 10 minuti (per far stabilizzare la pressione)
  2. Il medico misura la pressione alle braccia e alle caviglie
  3. Calcola il rapporto tra i due valori

Come interpretare i risultati

  • Tra 1,00 e 1,30: tutto normale
  • Tra 0,90 e 0,99: zona borderline, servono controlli più approfonditi
  • Sotto 0,90: presenza di arteriopatie periferiche

Più il valore è basso, più la malattia è grave.

✅ Cosa puoi fare subito

  • Parla con il tuo medico di famiglia: è la persona giusta per valutare se hai bisogno dell'esame ABI
  • Non aspettare i sintomi: ricorda che spesso non ci sono segnali evidenti
  • Controlla i polsi dei piedi: anche se il medico non ha la sonda Doppler, può comunque sentire i polsi delle arterie dei piedi per una prima valutazione
  • Tieni sotto controllo i fattori di rischio: diabete, pressione alta, colesterolo e smetti di fumare se ancora lo fai

Quando l'ABI non basta

In alcuni casi, soprattutto negli anziani molto grandi o nelle persone con diabete di lunga durata, le arterie possono diventare troppo rigide. In questi casi l'ABI può dare risultati falsamente normali o troppo alti, e il medico dovrà usare altri esami per una diagnosi corretta.

Perché il tuo medico di famiglia è importante

Le linee guida mediche raccomandano che sia il medico di famiglia il punto di riferimento per individuare precocemente le arteriopatie periferiche. Il motivo è semplice: ti conosce, sa quali sono i tuoi fattori di rischio e ti vede regolarmente.

Anche se non tutti gli ambulatori hanno la sonda Doppler, il tuo medico può comunque fare molto: controllare i polsi delle arterie dei piedi, valutare i tuoi fattori di rischio e, se necessario, inviarti da uno specialista.

In sintesi

Le arteriopatie periferiche sono comuni, soprattutto dopo i 60 anni, e aumentano drasticamente il rischio di infarto e ictus. Il problema è che spesso non danno sintomi, quindi possono passare inosservate per anni. L'indice caviglia-braccio è un esame semplice, veloce e affidabile che può individuarle precocemente. Se hai fattori di rischio come diabete, ipertensione o hai fumato, parlane con il tuo medico: una diagnosi precoce può davvero salvarti la vita.

Hai domande su questo articolo?
genIA risponde in modo semplice e chiaro, basandosi sul contenuto
AI attiva
Tocca una domanda per iniziare
conversazione in corso
Oppure scrivi la tua domanda:
Le risposte di genIA sono a scopo informativo e non sostituiscono il consulto medico.

Argomenti che potrebbero interessarti

Selezionati in base ai temi di questo articolo

Questo sito utilizza solo cookie tecnici essenziali e statistiche anonime (Plausible, senza cookie di tracciamento). Nessun dato personale è ceduto a terzi. Privacy & Cookie Policy