Che cosa significa lo studio
Lo studio ha confrontato due gruppi di farmaci:
- Inibitori di SGLT2: farmaci che aiutano a eliminare lo zucchero in eccesso dal corpo attraverso l'urina.
- Sitagliptin: un altro tipo di farmaco per il diabete che aiuta a controllare lo zucchero nel sangue in modo diverso.
Lo studio ha coinvolto più di 59.000 persone con diabete di tipo 2 e scompenso cardiaco, tutte con più di 65 anni.
Cosa è stato valutato
Gli esperti hanno osservato tre principali risultati:
- La mortalità per qualsiasi causa (cioè il rischio di morte).
- Le ospedalizzazioni dovute allo scompenso cardiaco.
- Le visite urgenti in cui sono stati necessari farmaci diuretici somministrati per via endovenosa (per aiutare a eliminare i liquidi in eccesso).
Risultati principali
Chi ha iniziato il trattamento con gli inibitori di SGLT2 ha mostrato un rischio più basso di avere uno di questi problemi rispetto a chi ha iniziato con sitagliptin. In particolare:
- Il rischio di morte è stato ridotto del 30% circa.
- Il rischio di dover andare in ospedale per scompenso cardiaco è stato ridotto del 36% circa.
- Il rischio di visite urgenti con diuretici endovenosi è stato ridotto del 23% circa.
Questi benefici sono stati simili per tutti i farmaci della classe SGLT2 e per diversi tipi di scompenso cardiaco, sia con frazione di eiezione ridotta sia conservata (questo indica come il cuore pompa il sangue).
Affidabilità dei risultati
Gli studiosi hanno controllato che i risultati non fossero dovuti a errori o influenze esterne, e hanno confermato che il beneficio degli inibitori di SGLT2 è reale e consistente.
In conclusione
Negli anziani con diabete di tipo 2 e scompenso cardiaco, gli inibitori di SGLT2 si sono dimostrati più efficaci rispetto a sitagliptin nel ridurre il rischio di morte, ospedalizzazioni e visite urgenti legate al cuore. Questo beneficio è stato osservato in diversi tipi di pazienti e con tutti i farmaci di questa classe.