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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/07/2023 Lettura: ~2 min

Screening familiare nella cardiomiopatia aritmogena: non per tutti?

Fonte
Muller, et al. 10.1016/j.jacc.2023.05.005.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La cardiomiopatia aritmogena è una malattia del cuore che può colpire i familiari di persone già diagnosticate. Questo testo spiega come e quando è utile fare controlli regolari per chi ha una predisposizione, aiutando a capire chi ha un rischio maggiore di sviluppare la malattia nel tempo.

Che cos'è la cardiomiopatia aritmogena

La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro (ARVC) è una malattia del muscolo cardiaco che può causare problemi al ritmo del cuore. Può essere ereditaria, cioè trasmessa in famiglia.

Perché fare lo screening familiare

Le linee guida mediche consigliano di monitorare regolarmente i familiari di persone con ARVC per individuare precocemente chi potrebbe sviluppare la malattia. Questo tipo di controllo è chiamato screening. Tuttavia, lo screening ha un impatto economico importante e non tutti i familiari hanno lo stesso rischio.

Lo studio sui familiari a rischio

Uno studio ha analizzato 136 familiari di persone con ARVC, senza diagnosi iniziale della malattia. L'età media era di circa 25 anni e quasi la metà erano uomini. I controlli includevano:

  • elettrocardiogramma (ECG), che registra l'attività elettrica del cuore;
  • monitoraggio Holter, un ECG continuo per alcune ore o giorni;
  • esami di imaging cardiaco, che mostrano la struttura e il funzionamento del cuore.

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • ARVC possibile: avevano solo una predisposizione genetica o familiare;
  • ARVC borderline: avevano una predisposizione più un piccolo segno di malattia secondo criteri medici.

Risultati principali

Dopo circa 8 anni di osservazione, un terzo dei partecipanti ha sviluppato una diagnosi certa di ARVC. I fattori che aumentavano il rischio di sviluppare la malattia erano:

  • essere sintomatici, cioè avere già alcuni disturbi legati al cuore;
  • avere un'età tra i 20 e i 30 anni.

Inoltre, chi era nel gruppo ARVC borderline aveva una probabilità molto più alta di sviluppare la malattia rispetto a chi era solo con predisposizione genetica.

Conferma dei risultati in un altro gruppo

I risultati sono stati confermati anche in un gruppo di persone italiane non imparentate, con caratteristiche simili.

In conclusione

Lo studio mostra che non tutti i familiari di persone con ARVC hanno lo stesso rischio di sviluppare la malattia. Controlli regolari sono più indicati per chi ha già piccoli segni di malattia o sintomi, specialmente tra i 20 e i 30 anni. Questo aiuta a concentrare le risorse e a seguire meglio chi ha bisogno di attenzioni maggiori.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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