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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/04/2010 Lettura: ~4 min

Forame ovale pervio: come il dispositivo PREMERE™ può aiutarti

Fonte
A cura di: Gianfranco Butera, MD

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 62 Sezione: 3

Abstract

Se il tuo medico ti ha parlato di forame ovale pervio (PFO) dopo un ictus o un attacco ischemico, questo articolo ti aiuterà a capire di cosa si tratta e quali sono le opzioni di trattamento disponibili. Ti spiegheremo anche come funziona il nuovo dispositivo PREMERE™, una soluzione innovativa per chiudere questa apertura nel cuore senza bisogno di chirurgia tradizionale.

Cos'è il forame ovale pervio

Il forame ovale pervio (PFO) è un'apertura tra le due camere superiori del cuore (chiamate atri) che dovrebbe chiudersi naturalmente poco dopo la nascita. In alcune persone, però, rimane aperto per tutta la vita.

Questa apertura permette al sangue di passare dal lato destro al lato sinistro del cuore in modo anomalo. Il passaggio può aumentare durante sforzi particolari, come quando trattieni il respiro e spingi (manovra di Valsalva).

Il PFO è più comune di quanto pensi: interessa circa 1 persona su 4 nella popolazione generale. Spesso non causa problemi, ma in alcuni casi può essere collegato a eventi come ictus o attacchi ischemici transitori (TIA), soprattutto nelle persone sotto i 55 anni.

💡 Cos'è un attacco ischemico transitorio (TIA)?

Il TIA è spesso chiamato "mini-ictus". I sintomi sono simili a quelli dell'ictus (difficoltà a parlare, debolezza di un braccio o di una gamba, problemi di vista) ma durano poco tempo, di solito meno di un'ora. Anche se i sintomi scompaiono, è importante non sottovalutarlo: può essere il segnale di un rischio maggiore di ictus vero e proprio.

Quando il PFO può essere un problema

Il PFO può aumentare il rischio di eventi neurologici come ictus e TIA, soprattutto quando è associato ad altre caratteristiche come l'aneurisma del setto interatriale (una deformazione della parete tra gli atri del cuore).

Il meccanismo è quello dell'embolia paradossale: piccoli coaguli di sangue che normalmente andrebbero ai polmoni possono invece passare attraverso il PFO e raggiungere il cervello, causando un ictus.

Alcuni studi hanno anche trovato una correlazione tra PFO e emicrania con aura, oltre a problemi neurologici in chi pratica immersioni subacquee.

⚠️ Sintomi da non ignorare

Se hai un PFO diagnosticato, presta attenzione a questi segnali e contatta subito il tuo medico:

  • Improvvisa difficoltà a parlare o a capire
  • Debolezza o intorpidimento di viso, braccio o gamba
  • Problemi improvvisi di vista
  • Perdita di equilibrio o coordinazione
  • Forte mal di testa improvviso e insolito

Le opzioni di trattamento disponibili

Se hai un PFO e hai avuto un TIA o un ictus, il tuo medico può proporti diverse opzioni:

Terapia farmacologica: farmaci come l'aspirina o anticoagulanti (come il warfarin) per ridurre il rischio di formazione di coaguli.

Chiusura percutanea: un intervento mini-invasivo che chiude il PFO attraverso i vasi sanguigni, senza aprire il torace.

Chirurgia tradizionale: oggi raramente utilizzata, ha principalmente valore storico.

Gli studi più recenti, come il CLOSE-UP Study, hanno dimostrato che la chiusura percutanea riduce significativamente il rischio di nuovi eventi rispetto al solo trattamento farmacologico.

Il dispositivo PREMERE™: una soluzione innovativa

Il PREMERE™ è uno dei dispositivi più recenti per la chiusura del PFO. È composto da due piccole "ancore" indipendenti in nitinol (una lega metallica molto flessibile), collegate da un sottile filo di poliestere.

La procedura è relativamente semplice:

  1. Il cardiologo inserisce un sottile tubo (catetere) attraverso una vena della gamba
  2. Guida il dispositivo fino al cuore usando raggi X e ecografia
  3. Posiziona le due ancore sui lati opposti dell'apertura
  4. Fissa il dispositivo e rimuove il catetere
  5. Taglia il filo in eccesso

L'intera procedura dura circa 30-60 minuti e viene eseguita in anestesia locale o sedazione leggera.

✅ Vantaggi del PREMERE™

  • Flessibilità: si adatta bene alle diverse forme del PFO
  • Facilità di posizionamento: le ancore possono essere riposizionate se necessario
  • Chiusura efficace: garantisce una chiusura rapida e completa
  • Sicurezza: riduce il rischio di coaguli e non deforma il cuore
  • Guarigione veloce: si ricopre rapidamente di tessuto naturale

Cosa aspettarsi dopo l'intervento

Dopo l'impianto del dispositivo PREMERE™, dovrai assumere aspirina e clopidogrel (farmaci che riducono l'aggregazione delle piastrine) per alcuni mesi, come ti indicherà il tuo cardiologo.

I controlli includono:

  • Ecocardiogramma dopo 2 settimane
  • Controlli a 3 e 6 mesi
  • Controlli annuali successivi

Gli studi clinici mostrano risultati molto incoraggianti: la chiusura del PFO è efficace nell'81% dei casi dopo due settimane e nel 97% dopo sei mesi. Non si sono verificati decessi o complicazioni gravi nei pazienti trattati.

  • Il mio PFO è davvero la causa del mio ictus/TIA?
  • Quali sono i rischi e i benefici della chiusura nel mio caso?
  • Perché il PREMERE™ è la scelta migliore per me?
  • Quanto tempo dovrò assumere i farmaci antiaggreganti?
  • Quando potrò riprendere le normali attività?
  • Che controlli dovrò fare nel tempo?

In sintesi

Il dispositivo PREMERE™ rappresenta una soluzione sicura ed efficace per chiudere il forame ovale pervio senza chirurgia tradizionale. Grazie alla sua struttura flessibile e alla facilità di posizionamento, si adatta bene alle diverse anatomie e favorisce una guarigione rapida. Se hai avuto un ictus o un TIA e il tuo medico ha identificato un PFO, questa può essere un'opzione terapeutica importante da considerare insieme al tuo team medico.

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