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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/08/2023 Lettura: ~2 min

Supporto circolatorio e prognosi nell’infarto con shock cardiogeno

Fonte
ESC Congress 2023

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando una persona ha un infarto e sviluppa uno shock cardiogeno, si cerca di aiutarla con diverse terapie. Una di queste è il supporto circolatorio extracorporeo, una tecnica che aiuta il cuore a pompare il sangue. Questo testo spiega i risultati di uno studio importante che ha valutato se questa tecnica migliora la sopravvivenza e la salute dei pazienti.

Che cos'è il supporto circolatorio extracorporeo?

Il supporto circolatorio extracorporeo è una procedura medica che usa una macchina per aiutare il cuore a pompare il sangue quando non riesce più a farlo da solo, come può succedere dopo un infarto grave con shock cardiogeno.

Lo studio ECLS-SHOCK

Uno studio chiamato ECLS-SHOCK ha coinvolto 420 pazienti con infarto e shock cardiogeno da 44 centri in Germania e Slovenia. I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • uno ha ricevuto il supporto circolatorio extracorporeo insieme alla terapia medica standard;
  • l'altro ha ricevuto solo la terapia medica standard.

L'obiettivo principale era vedere quanti pazienti morivano entro 30 giorni per qualsiasi causa.

Risultati principali

  • La mortalità a 30 giorni è stata simile: 48% nel gruppo con supporto circolatorio e 49% nel gruppo senza.
  • La durata della ventilazione meccanica (il tempo durante il quale il paziente è aiutato a respirare con una macchina) è stata più lunga nel gruppo con supporto (7 giorni contro 5 giorni).
  • Il tempo per stabilizzare la pressione e la funzione del cuore e la necessità di trattamenti per i reni sono stati simili nei due gruppi.
  • Le complicazioni, come sanguinamenti moderati o gravi, sono state più frequenti nel gruppo con supporto (23% contro 10%).
  • Anche problemi ai vasi sanguigni periferici che hanno richiesto un intervento sono stati più comuni nel gruppo con supporto (11% contro 4%).

Cosa significa tutto questo?

Questi risultati indicano che l'uso precoce del supporto circolatorio extracorporeo non migliora la sopravvivenza nei pazienti con infarto e shock cardiogeno. Inoltre, può aumentare il rischio di complicazioni come sanguinamenti e problemi vascolari.

Per questo motivo, gli esperti suggeriscono di rivedere le attuali raccomandazioni e l'uso routinario di questa tecnica in questi casi.

In conclusione

Il supporto circolatorio extracorporeo, se usato subito dopo un infarto con shock cardiogeno, non aumenta la possibilità di sopravvivere e può causare più complicazioni. Questi dati aiutano a capire meglio come trattare questa grave condizione e indicano la necessità di valutare con attenzione quando usare questa tecnica.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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