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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/09/2023 Lettura: ~2 min

Rivascolarizzazione completa nello STEMI: è meglio intervenire subito o gradualmente?

Fonte
ESC Congress 2023 - Stähli BE et al. N Engl J Med. 2023. Doi: 10.1056/NEJMoa2307823.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando una persona ha un infarto miocardico con elevazione del tratto ST (STEMI), spesso ha più arterie coronariche ostruite. Un recente studio ha confrontato due modi di trattare queste ostruzioni: intervenire subito su tutte le arterie o intervenire prima solo sull'arteria principale e poi, dopo qualche settimana, sulle altre. Questo testo spiega i risultati di questo studio in modo semplice e chiaro.

Che cosa è stato studiato?

Lo studio chiamato MULTISTARS AMI ha coinvolto 840 pazienti con infarto STEMI e più arterie coronariche ostruite, ma che erano stabili dal punto di vista emodinamico (cioè la loro pressione e battito cardiaco erano stabili).

I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • Gruppo immediato: hanno ricevuto un intervento con angioplastica su tutte le arterie ostruite durante la stessa procedura.
  • Gruppo dilazionato (staged): hanno ricevuto prima un intervento sull'arteria principale responsabile dell'infarto e dopo 19-45 giorni un secondo intervento sulle altre arterie ostruite.

Cosa si è valutato?

L'obiettivo principale era vedere quale gruppo avesse meno problemi gravi entro un anno, come:

  • morte
  • nuovo infarto non fatale
  • ictus
  • nuove procedure di rivascolarizzazione non programmate a causa di problemi di circolazione del sangue
  • ricovero per insufficienza cardiaca

Risultati principali

  • Il gruppo che ha ricevuto l'intervento completo subito ha avuto meno eventi gravi (8,5%) rispetto al gruppo che ha fatto l'intervento in due tempi (16,3%).
  • Il rischio di nuovi infarti non fatali e di nuove procedure non programmate è stato più basso nel gruppo immediato.
  • Non ci sono state differenze importanti tra i due gruppi per quanto riguarda la mortalità, l'ictus e i ricoveri per insufficienza cardiaca.
  • Gli effetti collaterali gravi sono stati simili in entrambi i gruppi.

Cosa significa tutto questo?

Per i pazienti con infarto STEMI e più arterie ostruite, ma che sono stabili, fare l'intervento su tutte le arterie durante la stessa procedura sembra essere sicuro e può ridurre il rischio di problemi successivi rispetto a fare gli interventi in tempi separati.

In conclusione

Nei pazienti con infarto STEMI e malattia coronarica in più arterie, intervenire subito su tutte le ostruzioni è sicuro e può portare a meno problemi entro un anno rispetto a intervenire gradualmente. Questo aiuta a capire come gestire al meglio questi casi per migliorare la salute del cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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