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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/09/2023 Lettura: ~2 min

Un cuore con funzione ridotta può essere usato per il trapianto?

Fonte
Khush KK. Circulation. 2023. Doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.122.063400.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Molte persone si chiedono se un cuore che non funziona perfettamente possa comunque essere utilizzato per un trapianto. Uno studio recente ha esaminato questa situazione per capire meglio come valutare i cuori dei donatori e aiutare a prendere decisioni più sicure e informate.

Che cosa è stato studiato?

Lo studio chiamato Donor Heart Study (DHS) ha analizzato la funzione del cuore, in particolare del ventricolo sinistro, in persone che potevano diventare donatori di cuore dopo la diagnosi di morte cerebrale.

Il ventricolo sinistro è la parte del cuore che pompa il sangue al resto del corpo. La sua funzione è misurata con un esame chiamato ecocardiogramma transtoracico (TTE), che usa onde sonore per vedere come il cuore si muove.

Come è stato fatto lo studio?

  • Sono stati valutati oltre 4.300 potenziali donatori negli Stati Uniti tra il 2015 e il 2020.
  • Quasi 3.800 di loro hanno fatto un primo ecocardiogramma entro 48 ore dalla diagnosi di morte cerebrale.
  • Se il primo esame mostrava una disfunzione del ventricolo sinistro (cioè una riduzione della capacità di pompare sangue, definita come una frazione di eiezione sotto il 50%), veniva fatto un secondo ecocardiogramma circa un giorno dopo.

Cosa si è scoperto?

  • Il 13% dei donatori ha mostrato una disfunzione del ventricolo sinistro al primo esame.
  • Tra questi, più della metà (58%) ha mostrato un miglioramento nel secondo esame, cioè la disfunzione era reversibile.
  • La disfunzione era più comune in donatori più giovani, con peso inferiore alla media e con segni di stress cardiaco nei test del sangue (come livelli più alti di NT-proBNP e troponina).
  • Il 60% dei cuori con funzione normale è stato accettato per il trapianto.
  • Il 56% dei cuori con disfunzione reversibile è stato comunque accettato.
  • Solo il 24% dei cuori con disfunzione non reversibile è stato usato per il trapianto.

Qual è l'importanza di questi risultati?

La presenza di una disfunzione del ventricolo sinistro, anche se non migliorata, non ha influenzato la sopravvivenza delle persone che hanno ricevuto il trapianto dopo un anno. Questo significa che anche cuori con una funzione inizialmente ridotta possono essere utilizzati in modo sicuro, soprattutto se la disfunzione è reversibile.

In conclusione

Molti cuori di donatori possono mostrare una riduzione temporanea della loro funzione, ma questa può migliorare nel tempo. Anche quando la funzione non migliora, il cuore può comunque essere adatto al trapianto senza peggiorare le possibilità di sopravvivenza del ricevente. Questi dati aiutano i medici a valutare meglio i cuori disponibili e a prendere decisioni più informate per i pazienti in attesa di un trapianto.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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