Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha analizzato oltre 21.000 persone con malattia coronarica, cioè problemi alle arterie del cuore. Hanno valutato il loro modo di dormire, considerando diversi aspetti come:
- il momento in cui preferiscono dormire (cronotipo);
- la durata del sonno;
- la presenza o meno di insonnia, cioè difficoltà ad addormentarsi o a dormire bene;
- la sonnolenza durante il giorno.
Hanno creato così un punteggio chiamato "sonno sano" che riassumeva queste caratteristiche.
Cosa hanno trovato
Dopo circa 11 anni di osservazione, si sono verificati quasi 3.800 eventi legati a problemi cardiaci, come insufficienza cardiaca e ictus.
Chi dormiva tra le 7 e le 8 ore, aveva poca o nessuna insonnia e non si sentiva molto stanco durante il giorno, aveva un rischio più basso di sviluppare insufficienza cardiaca, con una riduzione del rischio tra il 12% e il 22%.
Inoltre, chi aveva il punteggio più alto di "sonno sano" mostrava un rischio ridotto di eventi cardiaci ricorrenti, insufficienza cardiaca e ictus rispetto a chi aveva un punteggio basso.
Perché è importante
Questi risultati suggeriscono che mantenere un buon ritmo di sonno può aiutare a proteggere il cuore in chi ha già problemi cardiaci. Dormire bene non è solo una questione di riposo, ma può influenzare la salute del cuore e la probabilità di avere nuovi problemi.
In conclusione
Mantenere un sonno regolare e di buona qualità, con una durata adeguata e senza eccessiva stanchezza diurna, è associato a un minor rischio di complicazioni cardiache in persone con malattia coronarica. Prendersi cura del proprio sonno può quindi essere un aspetto importante per la salute del cuore.