Che cosa sono le sindromi coronariche acute (ACS)
Le ACS comprendono diverse condizioni che riguardano un improvviso problema al cuore causato da un ridotto flusso di sangue alle arterie coronarie. Queste includono:
- Angina instabile: dolore al petto che si presenta improvvisamente e può indicare un rischio imminente di infarto.
- NSTEMI: un tipo di infarto in cui non si osservano specifici cambiamenti all'elettrocardiogramma (ECG).
- STEMI: infarto con chiari segni all'ECG, che richiede un intervento urgente.
Un unico documento per tutte le ACS
Le nuove linee guida ESC riuniscono in un solo testo le raccomandazioni per tutte le forme di ACS, sottolineando che è importante considerarle come un unico insieme nella fase iniziale di valutazione. Questo approccio aiuta a scegliere meglio gli esami e i trattamenti più adatti.
Novità nella diagnosi
Per la diagnosi iniziale, è stato ridimensionato il ruolo di alcune tecniche come la tomografia computerizzata (TC) delle coronarie e altri esami di imaging per valutare la mancanza di ossigeno al cuore, soprattutto quando i sintomi, l'ECG e gli esami del sangue (troponina) non mostrano cambiamenti significativi.
Novità nel trattamento
- Il pretrattamento con farmaci antiaggreganti specifici (inibitori di P2Y12) prima dell'angioplastica nei pazienti con STEMI è stato declassato, cioè non è più considerato sempre necessario.
- Per la terapia antiaggregante dopo un evento coronarico, si suggeriscono strategie per ridurre la durata o l'intensità del trattamento nei pazienti a rischio di sanguinamento, ad esempio riducendo la doppia terapia antiaggregante (DAPT) a un mese o passando da farmaci più potenti a meno potenti.
- Nei pazienti ad alto rischio di nuovi problemi cardiaci, invece, si raccomanda di prolungare la terapia antiaggregante o di associare l'aspirina a un altro farmaco (rivaroxaban) a basso dosaggio.
- La monoterapia con un inibitore di P2Y12 può essere preferita all'aspirina per la prevenzione a lungo termine.
Gestione di situazioni particolari
- Nei pazienti che hanno avuto un arresto cardiaco e sono stabili senza segni specifici all'ECG, non è raccomandata un'indagine angiografica urgente.
- È importante gestire con attenzione la temperatura corporea e la funzione neurologica nei pazienti che sopravvivono a un arresto cardiaco ma rimangono in coma.
- L'uso di tecniche di imaging avanzate durante l'angioplastica può aiutare a valutare meglio le lesioni coronariche.
- Non si raccomanda di eseguire un'angioplastica in caso di dissezione coronarica, tranne in situazioni particolari.
- Per i pazienti con STEMI, è consigliata una rivascolarizzazione completa delle arterie coronarie critiche entro 45 giorni.
- Le linee guida considerano anche la presenza di altre condizioni come insufficienza renale, età avanzata e tumori, che possono influenzare le scelte terapeutiche.
- Per i pazienti con tumori e ACS ad alto rischio, si raccomanda un approccio invasivo se la prognosi è di almeno 6 mesi; in caso contrario, può essere preferita una strategia meno invasiva.
- È importante valutare e, se necessario, sospendere temporaneamente la terapia oncologica se è sospettata come causa dell'evento cardiaco.
- Alcuni farmaci antiaggreganti non sono raccomandati in caso di bassi livelli di piastrine nel sangue.
Infarto miocardico senza ostruzione coronarica significativa (MINOCA)
Il MINOCA è una diagnosi temporanea che si utilizza quando si sospetta un infarto ma non si trovano ostruzioni importanti nelle arterie coronarie. Le cause possono essere diverse e includere problemi sia legati alle arterie coronarie (come dissezioni o spasmi) sia ad altre condizioni cardiache o non cardiache (come infiammazioni del cuore o embolie).
Prevenzione e cura centrata sul paziente
- Le linee guida sottolineano l'importanza di gestire i fattori di rischio per prevenire nuovi eventi cardiaci.
- È stata introdotta la possibilità di usare la colchicina a basso dosaggio se i rischi non sono ben controllati o se si verificano eventi ripetuti.
- Si raccomanda di coinvolgere il paziente nelle decisioni cliniche, spiegando chiaramente i rischi e le opzioni disponibili.
- Per migliorare la comunicazione, si suggerisce di utilizzare tecniche che aiutino il paziente a comprendere e ripetere le informazioni ricevute.
- Prima della dimissione, le informazioni devono essere date sia in forma scritta che verbale, assicurandosi che il paziente abbia capito bene.
- È importante valutare anche il benessere mentale del paziente e, se necessario, indirizzarlo a un supporto psicologico.
In conclusione
Le nuove linee guida ESC offrono un approccio unificato e aggiornato per la gestione delle sindromi coronariche acute. Esse integrano diagnosi e trattamento, considerano situazioni particolari e promuovono una cura attenta alle esigenze e preferenze del paziente, migliorando così la qualità dell'assistenza e la sicurezza.