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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/09/2023 Lettura: ~3 min

POTS: finalmente una cura?

Fonte
Stavros Stavrakis et al., studio presentato al congresso Heart Rhythm 2023, New Orleans, maggio 2023.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1297 Sezione: 2

Introduzione

La sindrome da tachicardia posturale ortostatica (POTS) è una condizione che provoca un aumento anomalo del battito cardiaco quando si passa dalla posizione sdraiata o seduta a quella in piedi. Anche se è una malattia complessa e ancora poco conosciuta, ci sono nuove speranze di trattamento grazie a una tecnica non invasiva chiamata stimolazione vagale auricolare. In questo testo spiegheremo cosa è la POTS, come si manifesta e quali sono i primi risultati promettenti di questa nuova terapia.

Che cos'è la POTS?

La sindrome da tachicardia posturale ortostatica (POTS) è una condizione in cui il cuore batte molto più velocemente del normale quando una persona si alza in piedi. Questo succede perché il sistema nervoso autonomo, che controlla automaticamente il battito cardiaco e la pressione del sangue, non funziona correttamente.

Chi colpisce e come si riconosce

La POTS riguarda soprattutto donne giovani tra i 15 e i 50 anni, ma può presentarsi in chiunque. I sintomi più comuni sono:

  • palpitazioni (sensazione di battito cardiaco accelerato o irregolare);
  • vertigini o sensazione di svenimento;
  • stanchezza intensa.

La diagnosi si basa sull'osservazione dei sintomi e su test specifici, come il tilting test, che misura l'aumento del battito cardiaco quando si passa dalla posizione sdraiata a quella in piedi. Un aumento superiore a 30 battiti al minuto entro 10 minuti è indicativo di POTS.

Le difficoltà nel trattamento

Attualmente non esiste una cura definitiva per la POTS. Le terapie disponibili si concentrano su:

  • modifiche dello stile di vita, come aumentare l'assunzione di acqua e sale;
  • uso di farmaci come beta-bloccanti o antidepressivi.

Questi trattamenti possono aiutare, ma la loro efficacia varia molto da persona a persona. Per questo motivo, la POTS rappresenta ancora una sfida importante per la medicina.

La stimolazione vagale auricolare: una nuova possibilità

Il nervo vago è una parte del sistema nervoso che aiuta a regolare il cuore e altri organi. Stimolarlo può aiutare a migliorare il funzionamento del sistema nervoso autonomo. La stimolazione vagale auricolare trans-auricolare (taVNS) è una tecnica che usa impulsi elettrici a bassa intensità applicati su una parte dell'orecchio chiamata trago.

Questa tecnica è non invasiva, cioè non richiede interventi chirurgici, ed è già stata usata con successo in altre malattie cardiache.

Lo studio clinico recente

Un gruppo di ricercatori ha condotto uno studio per capire se la taVNS può aiutare le persone con POTS. Hanno coinvolto 26 donne con questa sindrome e le hanno divise in due gruppi:

  • un gruppo ha ricevuto la stimolazione attiva sul trago per un'ora al giorno per due mesi;
  • l'altro gruppo ha ricevuto una stimolazione placebo su un'altra parte dell'orecchio.

Durante lo studio, i ricercatori hanno monitorato il battito cardiaco e altri indicatori legati al sistema nervoso.

Risultati promettenti

Dopo due mesi, chi ha ricevuto la stimolazione attiva ha mostrato:

  • un aumento minore della frequenza cardiaca quando si alza in piedi (18 battiti al minuto in più contro 32 nel gruppo placebo);
  • valori più bassi di alcuni anticorpi che possono influenzare il sistema nervoso;
  • nessun effetto collaterale legato all'uso del dispositivo.

Questi risultati suggeriscono che la taVNS potrebbe essere una terapia efficace e sicura per chi soffre di POTS.

Prospettive future

Nonostante i risultati incoraggianti, servono ancora studi più ampi e a lungo termine per capire:

  • come usare al meglio la stimolazione (quanto spesso e per quanto tempo);
  • l'impatto sulla qualità della vita delle persone;
  • se può ridurre la necessità di altri trattamenti farmacologici.

In conclusione

La POTS è una sindrome complessa che causa un aumento anomalo del battito cardiaco quando ci si alza in piedi, con sintomi che possono ridurre la qualità della vita. Attualmente non esiste una cura definitiva, ma la stimolazione vagale auricolare non invasiva rappresenta una nuova e promettente possibilità di trattamento. I primi studi mostrano che questa tecnica può ridurre l'aumento del battito cardiaco e migliorare alcuni aspetti del sistema nervoso autonomo, senza effetti collaterali importanti. Sono però necessari ulteriori studi per confermare questi risultati e definire le modalità ottimali di utilizzo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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