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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/11/2023 Lettura: ~3 min

Ridurre il rischio residuo nelle malattie cardiovascolari secondo le nuove linee guida ESC

Fonte
Linee guida ESC 2021 e 2023 per la prevenzione e gestione delle malattie cardiovascolari; studi REDUCE-IT, EVAPORATE e altri riferimenti scientifici indicati nel testo.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Massimo Federici Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
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Introduzione

La prevenzione degli eventi cardiovascolari è fondamentale per migliorare la salute a lungo termine delle persone con malattia coronarica, specialmente in chi ha un rischio elevato. Le nuove linee guida europee (ESC) propongono strategie aggiornate per ridurre questo rischio residuo, cioè quel rischio che rimane anche dopo i trattamenti standard. In questo testo spiegheremo in modo semplice cosa significa e quali sono le opzioni terapeutiche raccomandate.

Che cos'è il rischio residuo nelle malattie cardiovascolari?

Il rischio residuo è la probabilità di avere eventi cardiovascolari anche dopo aver seguito terapie per abbassare il colesterolo e altri fattori di rischio. Questo rischio può dipendere da diverse cause, tra cui alterazioni dei grassi nel sangue, come trigliceridi elevati o bassi livelli di colesterolo "buono" (HDL).

Il ruolo del colesterolo e dei trigliceridi

  • Colesterolo LDL: è il cosiddetto "colesterolo cattivo". Ridurlo con farmaci come le statine è fondamentale per prevenire eventi cardiovascolari.
  • Colesterolo HDL: chiamato "colesterolo buono", livelli bassi possono aumentare il rischio, ma i tentativi di aumentarlo con farmaci non hanno dimostrato benefici chiari.
  • Trigliceridi: sono un tipo di grasso nel sangue. Livelli elevati sono associati a un aumento del rischio di malattie cardiache e possono contribuire al rischio residuo.

Come affrontare il rischio residuo legato ai trigliceridi?

Nonostante alcuni farmaci come i fibrati riducano i trigliceridi, non sempre migliorano la prevenzione degli eventi cardiovascolari, specialmente nelle persone con diabete di tipo 2.

Un farmaco importante è l'icosapent etile, una forma purificata di un acido grasso omega-3 (EPA). Studi recenti hanno mostrato che, in persone con malattia cardiovascolare o diabete e livelli elevati di trigliceridi nonostante l'uso di statine, l'icosapent etile può ridurre significativamente il rischio di eventi cardiovascolari gravi e la morte.

Indicazioni delle linee guida ESC

  • Prevenzione primaria e secondaria: Per chi ha già malattie cardiovascolari o diabete con altri fattori di rischio, è importante mantenere il colesterolo LDL molto basso con statine e, se necessario, altri farmaci come ezetimibe o inibitori PCSK9.
  • Trigliceridi elevati: Se i trigliceridi restano alti nonostante le modifiche dello stile di vita e le statine, può essere considerato l'uso di icosapent etile (2 grammi due volte al giorno) per ridurre il rischio residuo.
  • Dopo un evento coronarico acuto: È importante iniziare subito una terapia intensiva con statine e, se necessario, aggiungere altri farmaci per controllare meglio i lipidi e ridurre il rischio di nuovi eventi.

Risultati degli studi recenti

Lo studio REDUCE-IT ha dimostrato che l'icosapent etile riduce gli eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con trigliceridi elevati già trattati con statine.

Lo studio EVAPORATE ha mostrato che questo farmaco può anche ridurre la quantità di placche nelle arterie coronarie, migliorando la salute del cuore.

In conclusione

Il rischio residuo nelle malattie cardiovascolari è un problema importante anche dopo il trattamento standard. Le nuove linee guida ESC suggeriscono di considerare, oltre alle statine, l'uso di icosapent etile per chi ha trigliceridi elevati non controllati, al fine di migliorare la prevenzione degli eventi cardiovascolari. Questi approcci rappresentano un passo avanti per proteggere meglio la salute del cuore, soprattutto in persone con diabete o malattia coronarica.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Massimo Federici

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